venerdì 3 luglio 2009

Dall'Iraq che "brucia",a Palazzo Grazioli dove "fa caldo".

21/06/09

Brucia l’antica Persia.
Il popolo è sceso in strada per protestare contro i presunti brogli del regime di Ahmadinejad, ci sono stati diversi morti. Il parodosso, in questo paese in bilico tra le simpatie dello stile di vita occidentale e le istanze più radicali e tradizionaliste, è che a fare la parte del riformista è Mussavi, ministro all’epoca della rivoluzione khomeinista.
Altra cosa strana,ma non troppo, è il silenzio dei professionisti nostrani del pacifismo ad orologeria.
Quelli che non perdono tempo a scendere in piazza, ad organizzare cortei e manifestazioni in difesa della libertà di tutti i popoli, purchè,ovviamente, siano oppressi dagli Usa.
Non li ho visti, ma, probabilmente, sono io ad essere distratto.
In Iraq intanto ci sono stati un centinaio di morti nell’ennesimo attentato.
Ma non fanno più notizia,ormai i media mondiali hanno superato i grandi numeri, cento vite umane,tra cui molti bambini, equivalgono ad un breve passaggio sui nostri tg.
Il nostro paese intanto, preso atto che l’economia è ritornata ai livelli del 2001, a dispetto di chi si ostina ad affermare che la crisi è una invenzione dei giornali, sembra impegnato nella solita fregola estiva dei privati vizi del papi.
Stavolta tocca alla procura di Bari.
Quando si dice che il comunismo dilaga.
La vicenda in realtà non merita di essere liquidata in due battute,né catalogata come affare privato del papi, per la semplice ma fondamentale ragione, che non stiamo parlando di un qualunque cittadino italiano ma del papi-presidente del consiglio.
Credo, quindi, che sia preciso diritto-dovere di ogni cittadino-contribuente sapere se a palazzo Grazioli c’erano delle feste particolari, se i soggetti che vi partecipavano avevano degli interessi comuni, se sono stati commessi dei reati.
Diversamente si dovrebbe riconoscere che ci sono delle persone al di sopra di tutto, legge compresa.
A dire il vero una prima codificazione di tale assunto si è avuta con il lodo Alfano, ma…perseverare è diabolico.
La vicenda ha comunque i suoi lati positivi.
Gli italiani proseguendo nello studio della lingua inglese, tanto cara al premier e alla sua scuola delle tre I, hanno imparato che chi fa il mestiere più antico del mondo adesso ha un nome nuovo:escort.
Dopo il primo comprensibile sbandamento di quanti hanno pensato che a palazzo Grazioli si svolgevano dei raduni di appassionati della Ford, a bordo delle loro Escort, hanno capito che non di auto si tratta ma di signorine, una delle quali candidata in Puglia alle recenti elezioni in una lista vicina al PdL.
Ovviamente non procura alcuno scandalo il fatto che a procurare queste accompagnatrici, pagate per le loro prestazioni, rimborsate secondo il premier, sia stato un rampante imprenditore nel campo delle tecnologie ospedaliere.
E’proprio indagando sull’attività dell’imprenditore che è venuta fuori la storia delle escort, a proposito qui trovate alcune di queste signorine, nel caso in cui vi dovesse capitare di organizzare qualche festa http://www.escortinn.com/Escorts-Italia-It1.php
La …preparazione e professionalità mi sembra…evidente.
Ritornando seri, perché di cose serie si tratta, ad essere profetici potremmo pensare ad una futura archiviazione di questa inchiesta al pari di quella sui voli di stato,così da dare ai sostenitori del papi motivo per intonare il peana del complotto.
L’unica cosa che chiederei a costoro, che sono soliti argomentare sulla base della sussistenza o meno di una responsabilità penale, è di riascoltare un intervista di Paolo Borsellino a proposito della responsabilità morale e politica di chi governa.
Se andassero al mare invece di commemorarlo ipocritamente il 19 luglio prossimo, sono sicuro che Paolo sarebbe felice.
Ad andare al mare domani saranno sicuramente gli italiani, chiamati a pronunciarsi sui quesiti referendari.
Il quorum non sarà raggiunto, ma, anche se lo fosse, il porcellum non rischierebbe granchè.
I partiti non hanno alcuna intenzione di modificare questa legge.
Non lo hanno fatto negli ultimi quattro anni e non lo faranno nei prossimi quattro.
Ci sono sicuramente altre priorità in questo paese.
Un paese che si indigna perché un giovane strafatto ammazza due ragazzi ed in appello viene condannato a cinque anni di reclusione, ma non riesce a chieder conto a chi governa del motivo per cui non si trovi il tempo di modificare le norme che prevedono i vari sconti di pena e gli istituti premiali, con la stessa velocità con la quale si sono modificate quelle relative alle intercettazioni.
E nella Trinacria?
Va tutto a gonfie vele.
I siculi hanno appena scoperto che si ammaleranno di meno.
Ragion per cui non avranno alcun motivo di preoccuparsi per i 2000 posti tagliati negli ospedali dell’isola
Buonanotte Italia


T.

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