lunedì 14 dicembre 2009

A proposito di... minchiate.

http://www.youtube.com/watch?v=cfZ13mvOXjw
Il video di Genchi è in tema con il topic….minchiate.
Anzi, se devo essere sincero, più che minchiate mi sembrano palate di fango.
Tolti i primi 50 secondi siamo in presenza di tre minuti e rotti di minchiate colossali, con l’aggravante della provenienza …”qualificata” dall’essere l’autore delle suddette un funzionario di polizia.
Vediamole nel dettaglio.
Descrivere Nicchi come un perdente e perdippiù “posato” dopo l’arresto dei Lo Piccolo che volevano farlo fuori, significa, a mio modesto parere, sminuire in maniera consapevole il ruolo del “figlioccio” di Rotolo, il quale, proprio in seguito all’arresto dei Lo Piccolo era l’astro nascente della mafia palermitana.
Ma questo Genchi dovrebbe saperlo.
Mi vengono in mente le argute analisi di esperti di mafia pronti a definire Provenzano, all’indomani della sua cattura, un vecchietto che non contava nulla
Affermare, in merito all’arresto di Nicchi, “ … si trovava a pochi metri dal palazzo di giustizia, non si capisce se è stato catturato o se stava andando a costituirsi nella speranza di evitare la cattura”, significa, ancora una volta, sminuire in maniera consapevole, il valore di tale arresto ma, soprattutto, il lavoro ed i sacrifici di quanti si sono impegnati nella cattura del boss, nei confronti dei quali, lo ripeto, bisogna togliersi il cappello e sciacquarsi la bocca.
Si tratta degli stessi poliziotti ai quali va, nel primo minuto del video, l’apparente solidarietà del vice questore aggiunto in aspettativa Genchi.
Il fatto che Nicchi si trovasse a poche centinaia di metri dal palazzo di giustizia non vuol dire assolutamente nulla, è un dettaglio del tutto insignificante.
Il covo di Riina era a 2,8 km dal Tribunale.
Ma questo Genchi dovrebbe saperlo.
Ma la cosa più grave, che sinceramente mi fa girare i cabasisi, è sentire questa porcata “ con la sceneggiata dei poliziotti là che cantavano davanti alla Squadra Mobile, ed i veri poliziotti che hanno fatto la cattura e che hanno fatto quella indagine, si sono vergognati e se ne sono andati. E mi hanno telefonato, mi hanno detto stanno facendo uno schifo, qua sta succedendo uno schifo perché hanno organizzato una messa in scena davanti alla questura, portando le persone loro, con i pulman, per organizzare quell’apparente solidarietà alla Polizia”.
Ora, a parte che a cantare in strada non erano i poliziotti ma i ragazzi di Addiopizzo, evidentemente Genchi negli ultimi 15 anni è stato piuttosto distratto (probabilmente perché troppo impegnato nelle sue consulenze) tanto da ignorare che le scene di giubilo davanti alla Squadra Mobile di Palermo hanno da sempre accompagnato la cattura dei latitanti più pericolosi: da Brusca ad Aglieri a Vitale a Provenzano ai Lo Piccolo.
Probabilmente sbaglio ma la maglietta rossa sventolata da uno dei ragazzi della catturandi in segno di giubilo era una delle magliette di Addiopizzo.
Verrebbe da chiedere allora se anche questa è arrivata con i pulman che hanno accompagnato i manifestanti davanti agli uffici della questura.
A proposito di “gite organizzate”mi viene il sospetto che gli applausi dei cittadini di Calatafimi che hanno salutato l’arresto del boss ergastolano Raccuglia (evento questo, si badi bene, di grandissima importanza perché verificatosi non a Palermo ma in un paesino del trapanese) al pari dei festeggiamenti davanti alla Squadra Mobile ad opera dei ragazzi di Addiopizzo, http://www.fascioemartello.it/2009/11/16/v...ile-di-palermo/ siano stati organizzati dalla stessa agenzia di viaggi.
I risultati di queste videominchiate del vice questore non si sono fatti attendere: http://www.libero-news.it/adnkronos/view/239199
Complimenti.

T.

lunedì 7 dicembre 2009

Dal processo breve alle…. minchiate di Spatuzza.

E’ bastato un fuori onda per scatenare l’ira funesta del premier e dei suoi pretoriani, a farne le spese Gianfrancuzzo Fini, reo di aver detto ciò che molti italiani pensano del premier.
Ilvio, tra il serio ed il faceto, ha minacciato di trasferirsi a Panama.
Mi viene voglia di aprire su FB un gruppo a tema: “quelli che… sperano che il premier ci rimanga Panama”.
Ma Ilvio non andrà a Panama, ha troppe cose da sistemare in questo disastrato paese, iniziando ovviamente …dalla giustizia, un tema a lui particolarmente caro.
Ecco quindi l’idea fulminante.
Non potendo, almeno per il momento, abolire i tribunali e quei loschi figuri che pretendono di amministrare la giustizia in nome del popolo italiano, occorre comunque venire incontro alla sacrosanta esigenza degli italiani di avere dei processi brevi.
Il titolo “processo breve” è una scelta azzeccata, destinata a fare presa e degna di un grande esperto di comunicazione.
Ma si tratta, come direbbero a Napoli, di un pacco.
A parte i rilievi di incostituzionalità, lo scopo, neppure tanto celato, è quello di sistemare le annose vicende giudiziarie del “grande comunicatore” il quale, vistosi stoppare il lodo Alfano, ha pensato bene di passare al piano B, anche perché all’orizzonte si profilano le nubi di imbarazzanti dichiarazioni da parte di alcuni collaboratori di giustizia
Ma questo probabilmente agli italiani non interessa, ciò che importa è che il processo sia…breve.
Dunque, se entro due anni dal rinvio a giudizio non si giunge ad una sentenza si avrà l’estinzione del processo.
Come dire: scusate abbiamo scherzato, avanti un altro.
Gli strumenti per raggiungere tale obbiettivo poi, sono da …giustizia creativa.
Niente accorpamento degli uffici giudiziari, aumento del personale amministrativo, modifica della norma (art.13 c.2 D.L.vo 160\2006) che vieta l’assegnazione alle procure dei magistrati di prima nomina ecc., vale a dire di tutti quei provvedimenti che potrebbero dare un significativo apporto alla risoluzione del problema della lungaggine dei processi.
Provvedimenti che, se adottati, rischierebbero di risolvere il problema, e questo ovviamente non sarebbe tollerabile perché non funzionale alle esigenze del premier, meglio allora limitarsi a statuire sic et simpliciter che i processi devono durare al massimo due anni.
Che ci vuole? Bastano tre articoletti ed il problema è risolto.
Se domani volessimo risolvere il problema della fame nel mondo probabilmente ne basterebbe uno solo di articolo.
Se poi i magistrati, come ha sostenuto Gasparri, lavorassero di più la vittoria sarebbe certa.
Se lui sparasse meno cazzate, noi gliene saremmo eternamente grati.
Vederlo in video mi fa quasi lo stesso effetto di Capezzone ed eccita quella parte oscura di me che mi urla di fracassare la tv.
A proposito di cazzate, ammirevole il tentativo di Libero e de Il Giornale di rinvigorire il vernacolo siculo con l’uso del termine “minchiata” riferito alle dichiarazioni di Spatuzza.
Gaspare Spatuzza non è un “picciotto” qualunque, è “uomo del disonore” dal 1980.
Dopo l’arresto dei fratelli Graviano, verso i quali nutre una profonda venerazione, è stato capo mandamento di Brancaccio, si è auto accusato di circa 40 omicidi e, soprattutto, ha preso parte alle stragi del 92\93.
Insomma uno che …qualcosa la sa.
Da circa un anno collabora con diverse procure e in questi giorni ha fatto i nomi di Dell’Utri e Berlusconi.
Il primo, senatore della Repubblica italiana, è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, il secondo è l’attuale presidente del consiglio che sta conducendo una lotta senza quartiere contro al mafia e per tale ragione, a suo dire, è stato tirato in ballo dal collaboratore di giustizia
Se non ci fossero dei morti a ricordarci la gravità della situazione verrebbe da sorridere per la superficialità con cui si pretendere di offendere l’intelligenza dell’italiano medio .
I brandelli di carne disseminati a Capaci, in via D’Amelio, a Firenze non si prestano però ad una analisi ironica della situazione.
Io non so se Spatuzza dica la verità, saranno i giudici, che sprovveduti non sono, ad accertarlo.
E’ compito loro.
Probabilmente l’11 dicembre, quando saranno sentiti i fratelli Graviano ne sapremo di più
La sensazione è che la mafia abbia presentato il conto e voglia incassare qualche cambiale.
L’atteggiamento dei fratelli di Brancaccio che non hanno sconfessato Spatuzza, lasciando trapelare la possibilità di una loro collaborazione, sembrerebbe confermare questa sensazione.
Ma è solo una sensazione.
Di certezze invece si può parlare nel ricordare le “minchiate”, queste si, che hanno accompagnato le dichiarazioni di Spatuzza.
Iniziamo dagli organi d’informazione di casa Berlusconi.
Il “Giornale” che parla delle “minchiate” di Spatuzza è lo stesso che qualche anno fa ebbe a definire il giudice Antonino Caponnetto, il padre del pool palermitano, ….Capoinetto.
Giudicate voi.
Feltri direttore di Libero proprio in questi giorni ha detto di essersi sbagliato su Boffo, costretto a dimettersi per le minchiate riportate dal suo quotidiano.
Non perdete tempo a giudicare, si tratta solo di due episodi che la dicono lunga su chi con le “minchiate” ha un rapporto particolarmente intenso.
Le dichiarazioni di Spatuzza ovviamente sono state “rigirate” ed arrangiate ad arte.
E qui le minchiate raggiungono l’apice rossiniano.
Si inizia con il dire che questo governo è stato tra i più impegnati nella lotta alla mafia.

E’ vero, ha modificato, rendendole più dure, alcune norme del 41 bis ma di contro ha:
1.intenzione di modificare le norme relative alle intercettazioni telefoniche, strumento principe nella lotta alla mafia;
2.approvato al senato un emendamento che potrebbe consentire ai mafiosi di riappropriarsi dei beni confiscati, accogliendo una delle richieste di Riina contenute nel famoso papello;
3. ha respinto al senato un emendamento per l'equiparazione dei benefici per i familiari delle vittime di mafia e del dovere a quelle del terrorismo;
4.tagliato i fondi per la sicurezza.
Per la prima volta nella storia repubblicana, 40.000 poliziotti, carabinieri e finanzieri hanno manifestato contro il governo scendendo in piazza;
Qualsiasi altro governo di un qualsiasi paese cd civile si sarebbe dimesso il giorno dopo la manifestazione.
Ovviamente le dichiarazioni di Spatuzza rappresentano una ghiotta occasione per “giustificare” alcune richieste che, diversamente, sembrerebbero quantomeno …strane.
Modifica della norma sul concorso esterno e, soprattutto, della legge che disciplina i collaboratori di giustizia.
L’ultima richiesta in tal senso è di Bossi Umberto che non ha perso tempo nel proporre tale modifica.
Si tratta dello stesso Umberto Bossi che nel 1998 rivolgeva all’attuale “compagno di merende” le famose 10 domande che, ovviamente, non hanno mai avuto risposta
http://www.youtube.com/watch?v=xBbDthMDUoc
Su la 7, qualche sera, Liguori, fa disquisiva sulla vicenda Musotto affermando, senza essere smentito, che i pentiti avevano rovinato l’ex presidente della provincia di Palermo.
Il buon Liguori ovviamente si è ben guardato dal ricordare che per gli stessi reati venne condannato il fratello di Musotto, accusato di aver messo a disposizione la propria villa per delle riunioni mafiose.
Del resto stiamo parlando di quello stesso giornalista (Liguori) che appreso del suicidio del magistrato Lombardini interrogato da Gian Carlo Caselli, pianificava come gettare montagne di fango sul procuratore di Palermo.
Campioni di giornalismo.
E tra i campioni ovviamente non poteva mancare lui, l’insetto.
Mentre scrivo va in onda Porta a Porta, ho visto qualche spezzone, giusto il tempo della pausa sigaretta.
Mi è bastato.
Campeggia la scritta “Appesi ad un killer pentito”.
Si ricostruisce la storia criminale di Spatuzza, in studio sono presenti il sen Dell’Utri, condannato a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa, al quale, con i soldi dei contribuenti italiani che pagano il canone, si da la possibilità di passare addirittura per vittima ed agnello sacrificale; Cicchitto del Pdl, secondo il quale il vero problema è la gestione che i giudici fanno dei pentiti; tale Orlando del PD che non sa che pesci pigliare e Sansonetti, il quale esordisce dicendo che secondo lui il 41 bis andrebbe abolito perché disumano.
Ovviamente non poteva mancare la citazione di Andreotti, assolto dalle accuse dei pentiti.
Che la Cassazione abbia poi certificato che Andreotti ha avuto rapporti, incontri e contatti con i boss di Cosa nostra, almeno fino alla primavera del 1980, sembra non interessare a nessuno.
La prescrizione in questo strano paese vale come assoluzione.
Semplicemente …vergogna.
Quella stessa vergogna che dovrebbe provare chi in questi giorni si è affannato a strumentalizzare in maniera meschina e ridicola l’arresto di Nicchi attribuendo all’esecutivo i meriti per la cattura del boss palermitano.
Ridicolo è il termine giusto, perché si tratta dello stesso governo che ha tagliato i fondi per lo straordinario agli uffici investigativi e deve ancora pagare ai ragazzi della Squadra Mobile di Palermo lo straordinario per la cattura dei Lo Piccolo.
Si tratta di personaggi che dovrebbero almeno sciacquarsi la bocca prima di arrogarsi meriti che spettano ad altri.
Buonanotte Italia
T.

martedì 10 novembre 2009

Picconi e ..Muri.

Sono passati 20 anni dal crollo del Muro.
Quelle immagini fanno ancora riflettere, colpiscono nella loro attualità, rimandano ad altri muri che ancora resistono, separano, offendono.
Sono convinto che noi, generazione “del tutto pronto e subito”, non potremo mai capire fino in fondo l’incredulità di quei volti, quei pianti gioia per la libertà riacquistata.
Noi non siamo in grado di capire fino in fondo perché non conosciamo la vera essenza della libertà, non sappiamo cos’è perché non l’abbiamo mai persa, non abbiamo mai combattuto per essa. Semplicemente ce la siamo ritrovata, ci è stata regalata.
Ecco perché l’immagine dell’uomo che prende a picconate il muro ci strappa un sorriso.
Ma non dovremmo sorridere noi italiani, perché il piccone, quello politico, sta per far sentire la sua voce anche nel nostro paese.
Niente muri da abbattere questa volta, il popolo non dovrà scendere in piazza e Lei, la Giustizia, subirà solo pochi ma ben assestati colpi che non faranno rumore.
La riforma della giustizia è entrata con prepotenza nell’agenda politica.
A dire il vero il papi non ha mai fatto mancare agli italiani le quotidiane esternazioni sui giudici comunisti e la necessità di dar loro una calmata.
Solo che adesso è necessario passare dalle parole ai fatti, nell’interesse degli italiani naturalmente.
La nostra classe politica si è resa conto che i processi durano troppo, quelli degli italiani ovviamente, perché oggi è piuttosto difficile che un esponente della casta venga incriminato.
Fa eccezione Mastella e consorte, ma, il loro è un caso disperato, da libro cuore
A partire dal 1990, infatti, con pochi ma mirati interventi i nostri politici hanno abilmente scongiurato tale triste eventualità.
Hanno iniziato abrogando l’art.324 c.p., cui ha fatto seguito la modifica dell’art.323, la depenalizzazione (di fatto) del falso in bilancio e, nel 2005 la nuova legge sulla prescrizione.
Ora si apprestano a rendere impossibili le intercettazioni e, probabilmente, ad approvare qualche altra leggina sulla prescrizione.
Angelino, ha subito negato questa eventualità, ma il ministro ultimamente è chiamato a smentire il pomeriggio quanto affermato in mattinata.

Un esempio?
Martedì 5 Nov. Il supercarcere di Pianosa, riaprirà. Lo annuncia il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Nel piano carceri del governo - si legge in una nota - sarà prevista la riapertura del Pianosa. Il Guardasigilli ha dato mandato al Dipartimento di polizia penitenziaria di avviare le procedure per la riapertura del carcere. "Non solo riaprire il carcere di sicurezza di Pianosa, stiamo discutendo anche di riaprire il carcere dell'Asinara. Bisogna riaprirle e metterci dentro i mafiosi cattivi", ha detto da parte sua il ministro dell'Interno, Maroni.

Sarebbe interessante chiedere al ministro che fine faranno i ….mafiosi buoni.

Mercoledì 6 Nov. Il carcere di Pianosa non riaprirà. Dopo le forti proteste dei ministri dei Trasporti e dell'Ambiente, Matteoli e Prestigiacomo, contro la proposta di riaprire i penitenziari di Pianosa e dell'Asinara per i detenuti soggetti al 'carcere duro' (41bis), il Guardasigilli Angelino Alfano fa retromarcia.

Ma Angelino non è il solo a dover fare gli straordinari con le agenzie di stampa.

Oggi leggevo una dichiarazione di Scajola il quale annunciava che il prossimo Cipe conterrà le risorse per la banda larga e mi chiedevo come mai la sera prima Luca Barbareschi, uno che ha collezionato più del 50% di assenze in aula, nonchè vice presidente della Commissione Telecomunicazioni e Trasporti, ospite di Glob – l’osceno del villaggio - intervistato da Enrico Bertolino, manifestava preoccupazione per l’intenzione del governo di tagliare gli investimenti sulla banda larga.
E’ auspicabile che i due si parlino al più presto.
Un po’ come hanno fatto PDL e PD il 13 ottobre, quando hanno amabilmente inciuciato stoppando l’esame della proposta di legge costituzionale presentata dall'Idv per l'abolizione delle Province.
Naturalmente il tutto ….nell’interesse degli italiani.
E poco importa se in un sondaggio del Sole24ore il 92% degli abitanti dello stivale si è detto favorevole all’abolizione di questi inutili carrozzoni, abolizione che, per inciso, farebbe risparmiare circa 13 miliardi di euro l’anno.
Così come non ha nessuna importanza se nel programma del PDL si legge: Il nostro impegno sarà all’opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò comprimibile. A partire dal costo della politica e dell’apparato burocratico (ad esempio delle Province inutili).
Ed è inutile ricordare che lo “smemorato di Arcore” il 22 febbraio 2008 a Matrix ha definito le province enti inutili, proponendone l’abrogazione, ripetendosi il 15 sett 2008 da Vespa.
E’ inutile perché questo paese non ha memoria.

T.

PS
Buonanotte,Italia.

T.

mercoledì 28 ottobre 2009

E adesso passiamo alle buone notizie.

La Gabanelli avrebbe detto: e adesso passiamo alle buone notizie.
Io non sono la Gabanelli ma il fatto che Rutelli abbia manifestato l’intenzione di abbandonare il PD è indubbiamente una buona notizia.
Er piacione ha detto che “bisogna tracciare un percorso diverso, mettendo insieme persone diverse”.
Se, come sembra, è destinato ad approdare tra le fila dell’UDC c’è da augurarsi che il percorso non lo faccia da solo ma si porti dietro un bel po’ di gente, magari la Binetti e qualche altro personaggio in cerca di poltrone.
Intanto il popolo della sinistra ha scelto il nuovo segretario: Bersani.
Una scelta all’insegna del rinnovamento, incominciando dallo slogan “cambia l’Italia” che, a quanto pare, si è dimostrato vincente.
Ad aiutare il delfino di baffetto D’alema in questa difficile missione di cambiamento erano dei volti assolutamente nuovi per la gente di sinistra: Giusy la Ganga, ex socialista, candidato in Piemonte, Bassolino e Agazio Loriero.
Come dire il …nuovo che avanza.
Io, da buon infiltrato, ho preferito Marino,votandolo due volte nello stesso seggio e portandomi a casa la mitica molletta verde: ci attaccherò i calzini fucsia, nella speranza che ci possa scappare un servizio per quelli di canale 5.
A scappare, rifugiandosi in un convento, è stato Marrazzo, il governatore della regione Lazio, vittima dei suoi gusti sessuali e di tre delinquenti in divisa.
La vicenda è stata analizzata a reti unificate dalla premiata ditta Vespa&Vinci con annessi servizi sul mondo dei trans e l’intervento di “colleghi di sventure”.
Commovente l’intervento di Mele, l’ex esponente dell’Udc protagonista qualche tempo fa di un festino a luci rosse.
Marrazzo si è dimesso da governatore e ha detto addio alla politica.
Il presidente del consiglio che le puttane, pardon le escort, se le portava a palazzo Grazioli, è intervenuto invece durante la puntata di Ballarò con il solito affondo contro i giudici comunisti, i giornalisti comunisti e la tv pubblica comunista “L'anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, ma sono i pm e i giudici comunisti di Milano che da quando Berlusconi è sceso in politica lo hanno aggredito in tutti i modi. I pm sono la vera opposizione nel nostro Paese”.
L’ira funesta dell’inquilino di Arcore era rivolta contro l’ennesima sentenza di condanna rimediata in appello dall’avvocato inglese David Mills, accusato dai giudici (comunisti) di corruzione in atti giudiziari.
A corromperlo con 600.000 euro, secondo i giudici (comunisti), sarebbe stato proprio l’attuale presidente del consiglio, il quale, c'è da scommettere, non godrà dell’attenzione della premiata ditta Vespa&Vinci a meno di clamorosi sviluppi in Cassazione.


T.

PS
Buonanotte,Italia.

lunedì 19 ottobre 2009

Fango.

Quello della montagna venuta giù a Giampileri.
30 morti che gridano vendetta.
Che non avranno mai, ovviamente, perché siamo in Italia.
Un paese dove una tragedia del genere diventa “una tragedia annunciata”.
Qualcuno mi spieghi che cazzo vuol dire.
Significa forse che dopo l’alluvione del 2007 non si è fatto nulla ed i soldi stanziati per mettere in sicurezza la montagna sono svaniti? Che vi è un sindaco che ammette candidamente che l’edificio ristrutturato in mezzo al fiume era regolare perché le carte erano apposto e non vuol sentir parlare di abusivismo?
Bene allora diamo anche l’annuncio che quasi 273 comuni siciliani sono classificati ad alto rischio alluvioni e frane già dal 2006, che a Messina c’è un intero quartiere , inquadrato dalle telecamere, che rischia di venire giù, così nella malaugurata ipotesi di altre vittime innocenti, potremmo sempre dire …era “una tragedia annunciata”.
Chiederei all’on. Nino Strano (quello della mortadella di Prodi) di ripresentare oggi la sua proposta di consentire nuove strutture all’interno della fascia di 150 metri dal mare, protetta dalla normativa regionale. Meglio aspettare l’estate, Ninuzzu, quando l’eco della tragedia sarà svanita.
Se si potesse comprare il dolore, se la morte avesse un prezzo, probabilmente basterebbero i 40 mln di euro promessi da Berlusconi e Lombardo. Ma non è così e i due dovrebbero spiegare per es. il motivo per cui nella finanziaria sono stati tagliati i fondi per il ministero dell’ambiente ed in Sicilia negli ultimi due anni non è stato approvato il Pai (Piano per l’assetto idrogeologico).
Noi quest'anno per la difesa del suolo abbiamo 50 milioni. Per il 2010 sapete quanto c'e'? Zero. Bisogna rendersi conto che la politica di tutela del territorio va fatta sempre, con finanziamenti continui e costanti".
A parlare è l’avvenente ministro Prestigiacomo alla quale verrebbe da chiedere “scusi ma lei sta al governo o si limita a villeggiare a Panarea”?
Altro fango, questa volta…istituzionale.
La Corte Costituzionale ha bocciato il lodo Alfano che avrebbe fatto del nostro premier il primo cittadino al di sopra della legge.
Non che non lo sia intendiamoci, perché lui si considera tale, solo che in questo caso avrebbe avuto il …bollino costituzionale.
Riassumendo: i giudici della suprema corte sono comunisti, fatta eccezione, ovviamente, per quelli che allietavano le cene del cavaliere; la sentenza della corte costituzionale è una sentenza politica; la costituzione verrà modificata.
Nulla di nuovo sotto il cielo dello stivale. Ma questa non è una novità.
Come non può essere considerata una novità la trattativa tra lo Stato e la mafia durante le stragi del 92.
Gli unici a non volerci credere sono quelli che in questa trattativa hanno avuto un ruolo.
Ciò che stupisce ed indigna, invece, è che Martelli e Liliana Ferraro, rispettivamente ex ministro e collega di Giovanni Falcone, hanno impiegato quasi 20 anni per ammettere l’esistenza della trattativa ed il fatto che Borsellino ne era a conoscenza.
Improvvisamente sembra che tutti abbiano riacquistato la memoria, da Violante fino a Grasso il superprocuratore che proprio in queste ore ha sostenuto in una intervista che la trattativa ha salvato la vita a molti ministri.
Vergogna.


T.

PS
Buonanotte,Italia.

sabato 26 settembre 2009

A volte ritornano.

E lo fanno con quella faccia tosta con la quale si sono impunemente spolpati il paese.
Erano gli anni della “Milano da bere” di Bettino e della sua corte, prima del ciclone “mani pulite” che diede al paese un po’ di sereno allontanando, per poco, l’insopportabile olezzo del malaffare.
Tra i vassalli della corte del "re di Hammamet" uno in particolare merita di essere ricordato: De Michelis Gianni.
Condannato in via definitiva per corruzione, autore di una famosa guida sulle italiche discoteche di cui era un grande estimatore, definito da Enzo Biagi, con inarrivabile arguzia, “avanzo di balera”, oggi quest’uomo ha finalmente sconfitto le nebbie dell’ignominioso oblio che sembravano avvolgerlo.
E’ ritornato e lo ha fatto con lo stile che lo contraddistingue.
Gli italiani, popolo di santi, navigatori e smemorati, possono ringraziare il ministro Brunetta per il dono fatto alla nazione che da oggi ha un nuovo consulente, “l’avanzo di balera” appunto.
Su cosa verta la consulenza di un siffatto personaggio non è dato sapere,ma siamo sicuri che Brunetta, un uomo che ha fatto della lotta agli sprechi (degli altri) nella PA una ragione di vita, qualcosa se la inventerà per giustificare i 40.000 euro pagati dagli italiani per questo (s)gradito ritorno.
Quarantamila euro lordi l’anno: praticamente volontariato - sorride De Michelis, capello corto e pancia ridimensionata -. Però sono felice di dare un contributo di idee» .
Per uno che ha lasciato un conto non pagato di 490 milioni all’hotel Plaza di Roma in effetti è volontariato, fatto con stile però.
Grazie Brunetta.
A ringraziare il governo, tutto, sono anche gli evasori fiscali che in questi giorni hanno fatto man bassa dei moduli per beneficiare del cd.scudo fiscale.
La bellezza della nostra lingua è che puoi giocare con le parole, ecco quindi che l’indulto per i farabutti che hanno rubato diventa “scudo fiscale”.
Provate ad immaginare se quel simpaticone di Tremonti andasse in televisione e dicesse: cari italiani questo governo si appresta a varare il decimo indulto in 30 anni, ci dispiace (ma non tanto) per coloro che hanno lavorato onestamente pagando le tasse ma, come ben sapete l’onestà è degli stupidi e tra l’altro non era nemmeno nel programma dell’esecutivo.
Meglio, molto meglio, parlare di “scudo fiscale”.
Di don Marcello Dell’Utri e dei suoi processi invece è meglio non parlarne.
Ed infatti i mass media si guardano bene dal farlo.
Non raccontano che per il rinomato bibliofilo dovrebbe essere in dirittura d’arrivo la sentenza di secondo grado per calunnia aggravata.
Quisquilie, don Marcello è accusato di aver cercato di screditare, con l’aiuto di due…. chierici, tali Cirfeta e Chiofalo, i collaboratori di giustizia che avevano testimoniato contro di lui nel processo che si è concluso con la condanna a nove anni
Ma don Marcello è sereno: il giudice Scaduti, che presiede il collegio che dovrebbe giudicarlo, è stato richiesto quale consulente della commissione antimafia e, con molta probabilità, il processo verrà azzerato.
La richiesta è venuta dai membri in quota PdL.
Ovviamente è solo una coincidenza e il caso non finirà nel salotto di Bruno Vespa al pari della vicenda del comune di Fondi.
Per la prima volta nella storia della Repubblica un rappresentante dell’associazione nazionale dei prefetti è sceso a manifestare insieme ai cittadini che chiedevano al governo di sciogliere per infiltrazioni mafiose il comune (che per inciso ha il mercato ortofrutticolo più grande d’Europa), come richiesto sette mesi fa dal Prefetto di Latina.
Una anomalia storica.
Ma le “anomalie” solitamente vengono ignorate dall’ovitalico popolo.
I calabresi, quelli onesti almeno, per esempio, dovrebbero fare una vera e propria mattanza non di tonni ma di chi ha avvelenato il mare affondando quelle navi cariche di veleno.
Una sorta di Notte di San Bartomeo rivisitata e corretta.
I siculi che di tragedie invece son maestri ultimamente preferiscono la….farsa.
Accade così che il sindaco di Palermo Cammarata, l’homo ridens che ha inventato il dentifricio, decida di raddoppiare l’Irpef il giorno dopo che un suo dipendente viene beccato dalle telecamere di Ricci mentre risulta …regolarmente assente da lavoro perché impegnato a fare il mozzo sulla sua barca
Potenza dell’arte.
I Bronzi di Riace e loro scultoree facce da oggi sono avvertiti.

T.

PS
Buonanotte,Italia.

martedì 25 agosto 2009

L'uomo del ponte.

In un famoso spot degli anni 80 “l’uomo Del Monte” , dopo aver assaggiato un pezzo di ananas, pronunciava il fatidico “Si” che dava il via alla raccolta dei frutti nella piantagione.
Oggi, a distanza di quasi trent’anni, la celebre frase “l’uomo Del Monte ha detto si” è diventata …realtà.
Noi siciliani, infatti, possiamo affermare con orgoglio di annoverare tra i nostri illustri conterranei l’incarnazione vivente di quello spot: “l’uomo Del Ponte”, al secolo Tony Zermo, una delle penne di diamante del più importante quotidiano isolano.
E “l’uomo del Ponte”, sulle pagine del Washington Post siculo, ha pronunciato il fatidico “Si” su una questione di vitale importanza per le sorti dell’ovitalico popolo: l’insegnamento del dialetto nelle scuole.
Lo ha fatto una memorabile intervista a Lino Lenza,assessore regionale ai beni culturali.
L'assessore dal canto suo è stato pronto nel dichiarare: «E’ assolutamente corretto introdurre il dialetto siciliano, o almeno una parte, nelle scuole. Ma la cosa più importante è soprattutto studiare la storia della nostra terra, le dominazioni che ha avuto, cosa hanno lasciato nel campo dell’arte”.
Argomentando che “ molto spesso troviamo persone che non sanno perché quel comune ha quel nome…” http://giornale.lasicilia.it/giornale/1908...02/navipdf.html
Per una strana associazione di idee mi viene da pensare che molte persone, e tra queste, probabilmente, l’assessore, non sanno per es. che “l’uomo Del Ponte” nel 1998 in un altro celeberrimo articolo apparso sul quotidiano più usato nella pescheria, ha recriminato sulla scomparsa dei cavalieri del lavoro catanesi così bravi e potenti "da attirare non solo ammirazione, ma anche invidia, tanto che qualcuno, negli anni bui li soprannominò i "quattro cavalieri dell'apocalisse mafiosa" come se i mali della città dipendessero da loro".
Quel “qualcuno”, il cui nome il bravo giornalista si guarda bene dal fare, era Giuseppe Fava, caduto per mano mafiosa, gli “anni bui” sono gli anni del sacco di Catania che videro l’ascesa di un uomo pio e timorato di Dio : Nitto Santapaola
Ma questa è un’altra storia, che, probabilmente, non verrà mai raccontata nelle scuole, neppure in vernacolo.
Intanto, a leggere gli articoli dedicati all’argomento apprendiamo (a conferma che De Andrè aveva ragione sulla utilità dei ….rifiuti del metabolismo umano) che già nel 2000 l’allora governo Capodicasa pensò bene d’introdurre lo studio facoltativo del dialetto nelle scuole siciliane, con buona pace per la proposta leghista, arrivata con ben nove anni di ritardo.
I risultati mi pare siano sotto gli occhi di tutti, basta farsi un giro nelle scuole della nostra regione per rendersene conto e lanciare una proposta ancora più rivoluzionaria: l’istituzione facoltativa dello studio della lingua italiana.
Se poi si decidesse, magari per decreto e ponendo la fiducia, di rendere obbligatorio anche per la categoria dei giornalisti lo studio della letteratura italiana, probabilmente, si eviterebbero certe cantonate o citazioni ad minchiam, come quella che vede protagonista, nello stesso articolo dell’intervista all’assessore, il nostro “uomo del Ponte” , il quale attribuisce a Ciullo d’Alcamo il celebre sonetto di Cecco Angiolieri “ Si fossi foco…”
Ma a lui, non avendo i morti diritto di parola ed i vivi il dovere di ricordare, tutto è concesso.
Ed allora concedetemi di credere che Antonello Venditti scrivendo “penna a sfera” pensasse al nostro Tony http://www.youtube.com/watch?v=TPBh-fjkefE
Non è così, lo so, ma il pensiero è dolce e mi allieta lo stesso.

T.

PS
Buonanotte,Italia.

sabato 22 agosto 2009

Debiti di..sangue.

22/08/09

Lo eravamo anche noi e per alcuni versi lo siamo ancora, Migranti

Il popolo italiano ha un debito di sangue con gli eritrei, ma sono in pochi a ricordarselo qui nel bel paese, la memoria ed il ricordo, si sa, non sono tra le qualità principali degli italioti.
73 morti che fanno notizia è questa, forse, l’anomalia di questo scorcio di fine estate.
I media hanno deciso di accedere per qualche giorno i riflettori su questa ennesima tragedia della disperazione.
Dubito che laggiù, in fondo al mare, dove riposano, possano anche solo intravedere questa luce, destinata ad affievolirsi e sparire tra qualche giorno.
Eppure erano uomini, bambini, donne, esseri umani che cercavano una vita migliore, che fuggivano dall’infermo dell’Eritrea, un paese retto da uno spietato dittatore, spesso in visita nel nostro bel paese.
Avevano diritto ad una vita migliore, avevano diritto a chiedere asilo politico, saranno incriminati, i superstiti per immigrazione clandestina, ma loro almeno sono vivi, respirano, hanno comunque una speranza.
La Cei ha parlato, giustamente, di “offesa all’umanità” suscitando la reazione del senatur che ha dichiarato «Quelle dei vescovi sono parole con poco senso>>.
Troppo semplice commentare le uscite di quest’individuo, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
Per non parlare del degno figlio dell’idiota padano, che ha pensato bene di mettere on line, sul sito della lega, un gioco infame che la dice lunga sulla principale qualità del giovane rampollo in camicia verde di spegnere i miliardi di neuroni, che dovrebbe possedere, per usarne uno solo.
Deve comunque far riflettere il fatto che nel nostro paese ste boiate vengono ormai accettate, condivise da un numero sempre maggiore di individui.
Il rischio concreto è che comportamenti deplorevoli siano considerati giusti e quindi normali da un numero sempre maggiore di italiani.
Il problema dell’immigrazione è un problema complesso, non può essere affrontato sulla base di slogan confezionati ad uso e consumo del proprio elettorato, necessita di soluzioni che vanno concordate a livello internazionale, ha bisogno di una stampa informata e consapevole che non si limiti a raccontare la tragedia di turno ma faccia pressione sui governanti.
Bisogna chiedersi cosa sta succedendo in Africa, occorre raccontare gli interessi dei vari stati nelle miriadi di guerre che spingono questi disperati a mettere in gioco la loro non-vita.
E’ una impresa improba se si considera che uno staterello come Malta può permettersi di puntare i piedi e, di fatto, ammazzare impunemente 73 persone.
Bisogna comunque provarci, abbiamo il dovere di non chiudere gli occhi di fronte a questo genocidio, di non dimenticare, di non essere complici del governante di turno.
Dobbiamo evitare che quei treni carichi di essere umani destinati allo sterminio dei campi di concentramento riprendano la loro silenziosa marcia tra l’indifferenza dei “comuni cittadini” .
Possiamo e dobbiamo farlo, nel nostro piccolo, insignificante, microcosmo quotidiano, lottando affinchè non prenda il sopravvento l’odio verso il diverso, difendendo quei valori dell’accoglienza e della tolleranza che, comunque, ci appartengono.
Mi rendo conto che possono sembrare parole di circostanza di fronte alla tragedia di 73 vite distrutte ma è tutto ciò che ho, è tutto ciò in cui credo.
Buonanotte Italia

T.

lunedì 17 agosto 2009

Ci sono tanti tipi di..terremoti.

18/08/09

Mentre reclutava prostitute e ragazze immagine da portare alle feste di palazzo Grazioli e Villa Certosa, facendo la spola tra Bari, Roma, Cortina, Milano e le località di vacanza più esclusive, Tarantini avrebbe trovato il modo e il tempo di curare i propri affari. E questo nonostante abbia più volte assicurato di non aver più alcun ruolo nelle aziende di famiglia.


Queste poche righe comparse sul maggiore quotidiano italiano,che sintetizzano l’attività di uno degli amici del premier, avrebbero provocato un terremoto in qualsiasi paese normale.
In Italia, paese a rischio sismico, sono passate inosservate.
Sarà per questo che baffetto D’alema si dice tranquillo di fronte agli accertamenti patrimoniali disposti nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione degli appalti nella sanità pugliese.
Un po’ meno tranquillo Niki vendola, che ha sentito il bisogno di …”esternare” le sue preoccupazioni sulla gestione delle indagini da parte del pm.
Il timore è che non si tratti del solito magistrato comunista, se fosse vero sarebbe un dramma per le certezze del premier.
Intanto l’esecutivo, sotto l’abile regia del presidente più amato dagli italiani, ha stabilito il poco invidiabile record di dover ricorrere ad un decreto corretivo del …decreto anticrisi, leggasi legge finanziaria.
Sono gli inconvenienti della prassi ormai consolidata che vede il parlamento esautorato della sua funzione.
Si governa a colpi di decreti-legge, con un ricordo alla “fiducia” che non ha eguali nella storia repubblicana.
Non so se è esagerato parlare di dittatura, di certo non credo sia errato scrivere che siamo di fronte ad una evidente anomalia che investe la vita democratica di questo paese e le sue istituzioni.
Ma gli italiani sembrano non accorgersene, tutto va bene, tra qualche mese inizia il campionato di calcio ed avranno altro a cui pensare.
Intanto Ciancimino jr ha deciso di raccontare la sua verità sulle stragi del 92 e sul famoso papello ai magistrati di Caltanissetta che agli inizi del mese lo hanno ascoltato per quattro ore.
Che vi sia stata una trattativa tra lo stato, o meglio pezzi dello Stato” e Cosa Nostra, è cosa nota.
Il generale Mori ed il colonnello De Donno, non andavano di certo da don Vito Ciancimino per prendere il the delle 17 .
Ad onor del vero Ciancimino jr fu interrogato anche nel 2005, dall’allora procuratore aggiunto di Palermo Giuseppe Pignatone, che coordinava le indagini per conto del procuratore Pietro Grasso, sul materiale rinvenuto dai carabinieri a casa sua.
Tra le varie carte vi era anche un "Pezzo di foglio manoscritto contenente richiesta a Berlusconi perché metta a disposizione una rete televisiva".
Lo stesso foglio manoscritto ritrovato di recente dai pm palermitani che, però, all’epoca, non dovette apparire rilevante dal momento che nessuno chiese notizie al figlio di don Vito.
Fosse stato un post-it giallo magari avrebbe attirato l’attenzione.
Non so se Cincimino jr sia attendibile o meno, saranno i magistrati a dover fare questa valutazione, è il loro lavoro, una cosa comunque è innegabile:il figlio di don Vito con le sue dichiarazioni ha avuto il merito di stimolare i ricordi e la memoria di quanti si sono da sempre professati amici di Falcone e Borsellino.
La memoria a volte fa brutti scherzi.
Capita così che Violante, uno dei paladini dell’antimafia, solo dopo 17 anni ricorda di essere a conoscenza della trattativa tra stato e mafia sin da quando era presidente della commissione antimafia, a parlargliene fu il solito Mori, e decide di condividere questi suoi ricordi ed insignificanti dettagli con i magistrati che indagano sulle stragi.
Un tempismo stupefacente.
Succede infine che un altro degli amici di Falcone e Borsellino, Giuseppe Ayala, rilasci un intervista sostenendo di aver saputo che l’incontro tra Borsellino e l’on Mancino, vi era stato.
Il fatto poi che in altre occasioni Ayala, sentito dai magistrati, abbia negato il particolare dell’incontro tra il giudice e l’allora ministro dell’interno, credo rientri perfettamente nella casistica degli…scherzi della memoria.
Certo, di mezzo ci sono le strag,i ma si tratta di un dettaglio di poco conto in un paese in cui “ricordare” è difficile e la memoria è come quelle vecchie lampadine di una volta che si accendevano ad intermittenza …prima di fulminarsi.
Buonanotte Italia


T.

giovedì 30 luglio 2009

Santi,tombe e ammiccamenti.

31/07/09

Storie di santi, tombe e ammiccamenti.
Ci sarebbero tutti gli ingredienti per un romanzo estivo da consumare sotto l’ombrellone se il protagonista non fosse ..LUI…Ilvio “ el trombador”, con buona pace per il romanzo ed il suo scontato finale.
Mentre l’avvocato-senatore Ghedini si affannava a confutare le registrazioni de L’Espresso, che vedevano il premier impegnato in “disquisizioni filosofiche” con la D’Addario, negando anche l’esistenza dello stesso settimanale, il mandrillo nazionale ammetteva, ammiccando candidamente, che lui santo non è, nonostante gli otto anni trascorsi nei salesiani.
Sollievo in Vaticano, non dovranno istruire alcun processo di beatificazione, almeno a breve termine.
E le tombe fenicie a Villa Certosa? Le solite balle dei soliti giornalisti.
Al massimo, come sottolineato dal senatore-avvocato Ghedini, si tratta di qualche ossicino, nulla a che vedere con gli “scheletri” degli ultimi 15 anni, gelosamente custoditi dal cavaliere che, probabilmente,non vedranno mai gli onori della cronaca.
Intanto i ribelli del sud hanno attirato l’attenzione del presidente-salesiano, il quale si è impegnato a fare “della questione meridionale una questione nazionale”.
Saranno sbloccati i 4 miliardi di fondi FAS destinati alla trinacria, saranno in molti a festeggiare, speriamo lo facciano anche quei pendolari che oggi di fronte alle telecamere gridavano la loro rabbia per le 4 ore di ritardo accumulate dai treni borbonici che collegano, in sole 4 ore, Catania a Palermo.
Di sicuro lo faranno coloro che siederanno alla tavola imbandita, pronti a gestire i miliardi che stanno per arrivare.
Ci auguriamo solo che il fiume di denaro non si perda tra mille rivoli e, soprattutto, serva a risollevare le sorti dell’isola.
Certo pensare alla vicenda dell’ospedale di Agrigento, sequestrato perché a rischio crollo per l’impiego di cemento depotenziato, non aiuta ad essere ottimisti ma…. sperare non costa nulla, anche in queste calde giornate di agosto.

T.


PS Buonanotte,Italia.


domenica 12 luglio 2009

Ma noi siamo ottimisti.

11/07/09

E’ stata la settimana del G8.
Gli occhi del mondo erano puntati sui cd “grandi della terra” che si sono prodigati in sorrisi, pacche sulla spalla e promesse di aiuti ai paesi del terzo mondo.
Lo avevano fatto anche nel 2005 a Gleneagles, allora erano solo 7.
Peccato che solo Usa Canada,Giappone,Germania abbiano tenuto fede alle promesse fatte mentre la Francia e il nostro paese le hanno sostanzialmente disattese con pensanti tagli alla cooperazione.
Ma noi siamo ottimisti, siamo sicuri che, spenti i riflettori, il nostro paese manterrà le promesse specie sul sostegno al Fondo speciale per l’accesso al cibo proposto dagli Usa.
Intanto registriamo il pensionamento del G8, la prossima riunione avrà il nuovo marchio G14, si spera che non occorrerà mettere all’asta il simbolo firmato dai grandi della terra e devolvere il ricavato ai terremotati come è stato fatto in questa occasione.
Diciamolo,anzi scriviamolo serenamente, sommessamente, teneramente, l’organizzazione del vertice è stata impeccabile ed il nostro Ilvio ha giustamente incassato i complimenti dei suoi colleghi.
Una importante boccata d’ossigeno dopo le precedenti e tribolate vicende che lo avevano visto protagonista.
Forse ha finalmente capito che fare il buffone non giova al nostro paese e poco importa se mantenendo un basso profilo ha sconfessato quanto dichiarato nel corso della famosa intervista-monologo rilasciata durante la trasmissione dell’insetto nazionale.
Gli italiani gli sono comunque grati per questa auspicata inversione di tendenza.
Invertisse anche la rotta sul DDL sicurezza, grideremmo al miracolo.
L’opposizione, o meglio il PD, intanto non trova di meglio da fare che darsi al cannibalismo.
Si avvicina il congresso e ogni occasione è buona per occupare il palco mediatico.
A farne le spese, per il momento, è stato Ignazio Marino, medico-candidato alle primarie, il quale, commentando l’arresto del presunto violentatore seriale ha avuto l’infelice idea di usare l’espressione “questione morale”, chiedendosi come mai il bruto, che aveva dei precedenti specifici, era il coordinatore di un circolo del PD della capitale.
Apriti cielo, Franceschini, Bersani, Bindi e Serracchiani si sono catapultati a dettare le loro sdegnate risposte alle agenzie.
Non oso immaginare cosa potrebbe succedere se uno di questi giorni Marino decidesse di chiedere come è possibile che un senatore della Repubblica candidato ed eletto tra le file del PD, tale Crisafulli Mirello da Enna, possa aver tranquillamente discusso di appalti con Bevilacqua Raffaele, boss ennese attualmente al fresco.
La “questione morale” nel PD non esiste per assioma, non potendo,almeno per il momento, essere disconosciuta per decreto.
Ma noi siamo ottimisti.

T.

PS Buonanotte,Italia.

venerdì 3 luglio 2009

La.. terra dei cachi.

03/07/09

A vederlo sembra un simpatico vecchietto.
Non lo è.
Ha ridotto sul lastrico miglia di famiglie, dando inizio alla grande recessione made in USA.
Lui è Bernard Madoff e può ritenersi sfortunato…di essere nato in America.
Se fosse un nostro compatriota probabilmente si godrebbe il gruzzoletto senza tanti patemi d’animo, come hanno fatto quelle simpatiche canaglie di Cragnotti e Tanzi.
Migliaia di famiglie ridotte sul lastrico mentre i nostri due eroi se la spassano tranquillamente.
In questi casi verrebbe un po’ difficile guardare agli Usa come ad un esempio da seguire.
Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere e resterà in carcere per il resto dei suoi giorni, da noi in galera ci vanno solo i disperati, mafiosi e bancarottieri infatti sono specie protette.
Lo saranno ancor di più con l’entrata in vigore delle nuove norme sulle intercettazioni telefoniche, la cui paternità è reclamata a gran voce da Ilvio.
Non che ci fossero dei dubbi al riguardo, ma meglio non rischiare e sottolineare la paternità dell’ennesima porcata a beneficio dei più distratti., che sono tanti nel nostro paese, forse troppi.
Porcata sulla quale, manco a dirlo, è stata posta dall’esecutivo la fiducia.
Ma il tema era troppo scottante e caro al premier per rischiare il probabile fuoco dei franchi tiratori sempre in agguato, magari animati da residuali rimasugli di coscienza.
E mentre il procuratore generale della Corte di Appello sostiene che la corruzione nella PA è una tassa occulta da 60 miliardi di euro, notizia che, in un paese come il nostro, ha vita eguale a quella di una farfalla, un altro giudice, questa volta della Corte Costituzionale, va tranquillamente a cena con Ilvio ed i suoi fidi, senza che tale gravissima circostanza provochi il minimo imbarazzo.
Al contrario, l’esimio giudice Manzella di fronte a qualche timida protesta ha sentito l’esigenza di sottolineare con una lettera ai giornali che lui continuerà ad invitare a cena Ilvio.
Manzella alla famosa cena carbonara era in compagnia di un altro giudice della Corte Costituzionale, tale Paolo Maria Napoletano, ex capo di gabinetto di Fini, il quale, ha dichiarato “è chiaro che un giudice di Tribunale non può andare a cena, pranzo o colazione con persone che deve giudicare. Ma in questo caso è diverso: noi - sottolinea - non giudichiamo mica il presidente del Consiglio dei ministri, noi giudichiamo sulle leggi».Come dire che il 6 ottobre quando la Corte Costituzionale dovrà decidere sul cd lodo Alfano, c’è da stare assolutamente tranquilli, loro giudicano sulle leggi.
Il fatto che lo facciano a cena, discutendone allegramente con chi rivendica la paternità di tali leggi è assolutamente irrilevante, anzi del tutto normale, in un paese come il nostro.
Il paese dell'immunità giudiziaria e morale
Il paese dei cachi
Buonanotte Italia


T.

Dall'Iraq che "brucia",a Palazzo Grazioli dove "fa caldo".

21/06/09

Brucia l’antica Persia.
Il popolo è sceso in strada per protestare contro i presunti brogli del regime di Ahmadinejad, ci sono stati diversi morti. Il parodosso, in questo paese in bilico tra le simpatie dello stile di vita occidentale e le istanze più radicali e tradizionaliste, è che a fare la parte del riformista è Mussavi, ministro all’epoca della rivoluzione khomeinista.
Altra cosa strana,ma non troppo, è il silenzio dei professionisti nostrani del pacifismo ad orologeria.
Quelli che non perdono tempo a scendere in piazza, ad organizzare cortei e manifestazioni in difesa della libertà di tutti i popoli, purchè,ovviamente, siano oppressi dagli Usa.
Non li ho visti, ma, probabilmente, sono io ad essere distratto.
In Iraq intanto ci sono stati un centinaio di morti nell’ennesimo attentato.
Ma non fanno più notizia,ormai i media mondiali hanno superato i grandi numeri, cento vite umane,tra cui molti bambini, equivalgono ad un breve passaggio sui nostri tg.
Il nostro paese intanto, preso atto che l’economia è ritornata ai livelli del 2001, a dispetto di chi si ostina ad affermare che la crisi è una invenzione dei giornali, sembra impegnato nella solita fregola estiva dei privati vizi del papi.
Stavolta tocca alla procura di Bari.
Quando si dice che il comunismo dilaga.
La vicenda in realtà non merita di essere liquidata in due battute,né catalogata come affare privato del papi, per la semplice ma fondamentale ragione, che non stiamo parlando di un qualunque cittadino italiano ma del papi-presidente del consiglio.
Credo, quindi, che sia preciso diritto-dovere di ogni cittadino-contribuente sapere se a palazzo Grazioli c’erano delle feste particolari, se i soggetti che vi partecipavano avevano degli interessi comuni, se sono stati commessi dei reati.
Diversamente si dovrebbe riconoscere che ci sono delle persone al di sopra di tutto, legge compresa.
A dire il vero una prima codificazione di tale assunto si è avuta con il lodo Alfano, ma…perseverare è diabolico.
La vicenda ha comunque i suoi lati positivi.
Gli italiani proseguendo nello studio della lingua inglese, tanto cara al premier e alla sua scuola delle tre I, hanno imparato che chi fa il mestiere più antico del mondo adesso ha un nome nuovo:escort.
Dopo il primo comprensibile sbandamento di quanti hanno pensato che a palazzo Grazioli si svolgevano dei raduni di appassionati della Ford, a bordo delle loro Escort, hanno capito che non di auto si tratta ma di signorine, una delle quali candidata in Puglia alle recenti elezioni in una lista vicina al PdL.
Ovviamente non procura alcuno scandalo il fatto che a procurare queste accompagnatrici, pagate per le loro prestazioni, rimborsate secondo il premier, sia stato un rampante imprenditore nel campo delle tecnologie ospedaliere.
E’proprio indagando sull’attività dell’imprenditore che è venuta fuori la storia delle escort, a proposito qui trovate alcune di queste signorine, nel caso in cui vi dovesse capitare di organizzare qualche festa http://www.escortinn.com/Escorts-Italia-It1.php
La …preparazione e professionalità mi sembra…evidente.
Ritornando seri, perché di cose serie si tratta, ad essere profetici potremmo pensare ad una futura archiviazione di questa inchiesta al pari di quella sui voli di stato,così da dare ai sostenitori del papi motivo per intonare il peana del complotto.
L’unica cosa che chiederei a costoro, che sono soliti argomentare sulla base della sussistenza o meno di una responsabilità penale, è di riascoltare un intervista di Paolo Borsellino a proposito della responsabilità morale e politica di chi governa.
Se andassero al mare invece di commemorarlo ipocritamente il 19 luglio prossimo, sono sicuro che Paolo sarebbe felice.
Ad andare al mare domani saranno sicuramente gli italiani, chiamati a pronunciarsi sui quesiti referendari.
Il quorum non sarà raggiunto, ma, anche se lo fosse, il porcellum non rischierebbe granchè.
I partiti non hanno alcuna intenzione di modificare questa legge.
Non lo hanno fatto negli ultimi quattro anni e non lo faranno nei prossimi quattro.
Ci sono sicuramente altre priorità in questo paese.
Un paese che si indigna perché un giovane strafatto ammazza due ragazzi ed in appello viene condannato a cinque anni di reclusione, ma non riesce a chieder conto a chi governa del motivo per cui non si trovi il tempo di modificare le norme che prevedono i vari sconti di pena e gli istituti premiali, con la stessa velocità con la quale si sono modificate quelle relative alle intercettazioni.
E nella Trinacria?
Va tutto a gonfie vele.
I siculi hanno appena scoperto che si ammaleranno di meno.
Ragion per cui non avranno alcun motivo di preoccuparsi per i 2000 posti tagliati negli ospedali dell’isola
Buonanotte Italia


T.

Il re è nudo.

14/06/09

Sono state settimane frenetiche.
Proclami, sondaggi e vaticini hanno lasciato il posto alla realtà.
Per quasi una settimana gli italiani, o meglio quelli che solitamente usano le sinapsi, hanno avuto la fortuna di godere del ..silenzio di Ilvio.
Il re si è accorto di essere nudo, verrebbe da scrivere, se non conoscessimo il sovrano e la sua immensa stima per…se medesimo
Il 50% dei sondaggi è rimasto un miraggio e i soliti vassalli hanno dovuto far ricorso a tutta la loro navigata esperienza per giustificare la batosta.
Il volto del fido Emilio e le parole biascicate dalla Brambilla, mentre andavano in onda i risultati delle europee, mi hanno procurato un orgasmo onirico.
Per un attimo ho pensato che gli italiani avessero finalmente compreso.
E’ stato solo un attimo.
In sicilia l’uomo dal baffetto da sparviero non ha raggiunto la soglia del 4% procurandomi tre notti di insonnia.
Se per tutto il resto c’è Master card, niente può sostituire quegli attimi in cui ti senti partecipe, nel tuo piccolo ovviamente, di qualcosa che è …semplicemente giusta.
Giusto il tempo di somatizzare la cocente delusione ed ecco che il papi nazionale si presenta ad un convegno scherzando sugli aerei di stato e su quell’avvocato di cui, con navigata esperienza giudiziaria ancor prima che scenica, finge di non ricordare il nome:avvocato Mills condannato dalla giustizia italiana per aver intascato dei soldi da parte del papi nazionale.
La platea applaude, la giustizia e gl’italiani onesti s’indignano.
Intanto mentre l’ovitalico popolo è costretto a sorbirsi lezioni di …democrazia da un dittatore beduino, ricevuto con tutti gli onori da un governo che tiene saldamente per le palle, potendo abilmente manovrare i rubinetti del petrolio e la fame dei disperati che partono dalle coste libiche, quella stessa classe politica che l’ospite beduino vorrebbe azzerare, ha dato l’ennesima dimostrazione della cronica svalutazione del concetto di democrazia parlamentare.
L’esecutivo, infatti, pur avendo una maggioranza bulgara ha pensato bene di porre la fiducia, l’ennesima, anche sull’ultima porcata:la legge sulle intercettazioni, tanto cara al papi e alla sua corte di nani e inquisiti.
Una legge che di fatto rende più difficile il contrasto alla criminalità, minando l’unico strumento veramente utile, le intercettazioni appunto.
Naturalmente,trattandosi di uno strumento efficace per scoprire inciuci e intrallazzi non poteva mancare il sostegno dell’opposizione.
Venti parlamentari che votano a favore di quest’esecutivo non sono molti, sono moltissimi e danno esattamente la misura dello spessore della cd.opposizione.
Mi chiedo se gli italiani abbiano veramente capito quali sono i reali interessi di questa classe politica.
Mi confortano quelle 100.000 firme raccolte da Repubblica in poche ore, non sono molte ma servono a sperare
Buonanotte Italia

T.

La tabella H.

23/05/09

Il caldo.E’ tutta colpa del caldo.
A dire il vero si potrebbe anche citare il ..traffico tra i problemi principali della nostra isola e l’amnesia dei suoi abitanti.
Ma, non vi è dubbio, che prevalere sia il caldo
Quando la temperatura aumenta, diminuiscono i riflessi, ci si stanca facilmente, la mente tende ad offuscarsi, insomma si è meno lucidi e certe notizie non fanno ..notizia, passano quasi inosservate, non suscitano alcuna reazione.
Succede così che l’accaldato popolo della trinacria non batta ciglio nell’apprendere che miliardi di euro dei fondi Fas (Fondi aree sottosviluppate) sono stati dirottati altrove dall’esecutivo.
Per fortuna che don Raffaele ha subito chiesto un incontro urgente con Berlusconi, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo il nostro governatore.
Ma c’è, purtroppo, e ce lo teniamo.
Molti a dire il vero amano quest’uomo dal baffetto intelligente, tra questi, sicuramente, i beneficiari della famosa …tabella H che prevedeva una cascata di milioni di euro (78) a favore di associazioni, fondazioni, enti vari.
Scomparsa e …riapparsa,opportunamente occultata tra le pieghe del bilancio regionale: 50.000 € al Museo della pena e della tortura, 100.000 € ai Legionari di Cristo, 130.000 € all’Accademia degli zelanti e dei Dafnici di Acireale, 100.000 alla Fondazione Fava per citare solo alcuni dei circa 250 beneficiari. (fonte La Sicilia dell’8 maggio 2009)
Clientelismo penserete voi. Neanche per sogno. E’ sempre esistita la tabella H, un po’ come la famosa ..preparazione H. Solo che adesso siamo in presenza di una sorta di raffinata evoluzione.
A sostenerlo, non ci crederete, nientepopodimeno che, lui, Totò: ”Durante il mio mandato avevo mantenuto invariata la tabella H, garantendo solo associazioni ed enti culturali consolidatisi nei decenni. Mai avrei pensato di aggiungere nuovi Enti.Oggi si cancella la tabella H e si trova un nuovo modo per rilasciare contributi. Avevano annunciato la cancellazione di questi contributi ed invece aumentano gli enti beneficiari e quasi raddoppia la spesa. L’elenco piuttosto che comprimersi si allunga e riporta nomi di enti ed associazioni improbabili, mai sentiti ne visti operare.
E se lo dice Totò Cuffaro c’è da credergli.
In Sicilia piove anche con il caldo, delle vere e proprie ..precipitazioni di milioni di euro.
Certo ci si potrebbe interrogare sul perché, per es.,la ripartizione dei fondi per la comunicazione del Por 2007/213 preveda una spesa di 3 mln di euro per un ..portale e 14 convegni, quisquilie avrebbe detto il buon Totò. (fonte QdS del 28 aprile 2009),
E’ tempo di calcio mercato e simili notizie si sciolgono sotto il sole senza lasciare traccia.
Buonanotte Sicilia


T.

Report-Catania.

19/03/09

Report ha acceso perr un giorno i riflettori su Catania.
verrebbe da dire che la trasmissione di Milena Gabanelli ha donato ai catanesi distratti la..luce dell’informazione, sia pure per una domenica.
A spegnerla la luce in interi quartieri ci aveva pensato il comune ormai al collasso.
Lo confesso, non ho visto per intero la trasmissione, ma credo di non peccare di eccessiva presunzione nell’affermare che non ha fatto vedere nulla che non si sapesse già.
Mi viene in mente la favola del …re nudo.
Questa città distratta tra una settimana avrà puntualmente dimenticato.
Tra qualche anno probabilmente gli amministratori andranno nuovamente a raccogliere le loro messi di voti nei soliti quartieri.
Il "palazzo di cemento" sarà sempre lì, con il suo ventre molle fatto di miseria (vera) e disperazione (autentica).
La chiesa probabilmente continuerà fare ciò che le riesce meglio: stare vicina, molto vicina, alle pecorelle smarrite.
La "famiglia" va salvaguardata
Verrà febbraio, le strade verranno asfaltate dalla cera dei devoti e pazienza se tra di loro ci sarà qualche mafioso, del resto stanno ovunque ai piani alti perché scandalizzarsi se indossano il saio?
L’uomo del ponte riprenderà la sua quotidiana battaglia per dare una mano alle imprese del suo datore di lavoro cercando di convincere i catanesi dell’importanza strategica di tale opera.
E noi saremo ancora qui a …parlare di loro.
Ho un'unica speranza: vedere sempre più spesso tappezzata questa città con gli adesivi dei ragazzi di Addiopizzo, gli stessi inquadrati durante la festa di Sant’Agata.
Allora, probabilmente…. verrà maggio e poi luglio e saranno i mesi del ricordo, quello vero, della memoria, quella vissuta.


T.

PS Buonanotte,Trinacria.

Il "papi-premier" e la nostra vergogna.

09/05/09

Passata l’emergenza terremoto, superato l’empasse del decreto cd abracadabra che “spalmava” gli interventi per la ricostruzione nei prossimi decenni, decreto definito dal premier perfettibile e quindi già in nuce ..perfetto, nelle ultime settimane l’ovitalico popolo ha avuto la possibilità di dilettarsi nello sport nazional popolare più diffuso: u curtigghiu.
Le presunte avventure sessuali del presidente del consiglio con un’avvenente minorenne napoletana che si pregia di chiamarlo “papi”, hanno provocato le ire di donna Veronica, con conseguente richiesta di divorzio, ed immediati cori di entusiasti sostenitori della signora al grido “Veronica santa subito” . Naturalmente Vespa Bruno non si è fatto sfuggire l’occasione di ospitare il presidente per la solita difesa in diretta tv.
L’esito scontato della filippica del “tribuno Silvio” ha rassicurato gli italiani.
Non di questione di corna si tratta ma del solito complotto della solita sx che ha orchestrato una campagna mediatica di disinformazione degna del migliore KGB.
Veronica,poverina, è rimasta irretita ed impigliata in queste oscure trame.
Santoro, mosso da malcelata invidia, ha dedicato alla vicenda una delle memorabili puntate della nuova versione di Annozero rischiando di far diventare simpatico agli italiani anche il senatore Ghedini, avvocato del premier.
La polemica sulla prevedibilità del terremoto innescata dalle dichiarazioni di uno pseudo ricercatore, scomparso dalle pagine dei giornali, rischia di riaprirsi in questi giorni.
Molti infatti si chiedono se anche la vicenda a luci rosa che ha coinvolto il papi-premier non fosse in qualche modo prevedibile.
La risposta è: si, lo era.
Sarebbe stato sufficiente non sottovalutare le avvisaglie che l’hanno preceduta: durante una delle innumerevoli visite in Abruzzo infatti il papi-premier ha salutato l’assessore provinciale alle pari opportunità Lia Beltrami con la frase “posso palpare un po’ la signora?”.
Lo avessero …evacuato\curato in tempo probabilmente avrebbero salvato un matrimonio.
Purtroppo bisogna ammettere che in questo caso …Bertolaso ha fallito.
Un paese in simili faccende affaccendato trova nella gravosa responsabilità del papi-premier di dimostrare l’esistenza di evidenti complotti politici-familiari la naturale giustificazione alla sua tradizionale indifferenza nei confronti di vicende di gran lunga meno rilevanti.
Il gioco semantico tra espulsioni e respingimenti da solo basta a non farci indignare nel leggere della fine che spetta ai disperati rispediti nella civilissima Libia http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/c...duci-pinar.html
Italiani brava gente, dicunt
Matteo Salvini, vice segretario della Lega a Milano, propone delle carrozze riservate ai milanesi.
Il Giornale, organo ufficiale d’informazione del papi-premier, definisce la proposta una “provocazione” che ha colto nel segno,suscitando attenzione verso i candidati della Lega. Molti parlano di leggi razziali, qualcuno come Pierferdy,per evitare di andare fuori tema con il reality di queste settimane, le definisce "pulsioni razziali", altri, come me avrebbe voglia di spedire questi signori nella stessa cella che per 20 anni ha ospitato un uomo che aveva un’unica colpa: il colore nero della pelle ed una incrollabile voglia di libertà ed eguaglianza.
Riflettendo però credo si tratti di un’idea malsana, significherebbe contaminare quelle mura ed inquinare il pezzo di cielo che si vedeva attraverso le sbarre.
Sarebbe ingeneroso verso l’uomo e la sua nazione, il Sud Africa.
Noi meritiamo questi uomini ed è giusto pagarne il prezzo della sopportazione e della vergogna.
Buonanotte Italia


T.

Reductio...


19/02/09

reductio ad absurdum.
E’ l’unico ragionamento che mi viene in mente pensando ai fatti di questi ultimi giorni.
Un Tribunale della Repubblica applicando una legge che dovrebbe valere per tutti in egual maniera (ed è questa l’ipotesi logica) condanna un avvocato inglese per corruzione. Avrebbe, secondo i giudici, intascato 600.000 € per farsi corrompere e testimoniare il falso in due processi che riguardano l’attuale presidente del consiglio.
La conseguenza (assurda) che porta a smentire l’originaria ipotesi secondo la quale tutti siamo, ma sarebbe meglio dire, dovremmo essere uguali davanti alla legge è data non solo e non tanto dal fatto che, beccato il corrotto, non c’è ombra del corruttore, il quale se la ride “all’ombra dell’ombrello Alfano”, quanto, piuttosto dalla normalità con cui la vicenda è accettata dai cittadini.
Gli stessi cittadini che evidentemente sono contenti di essere meno eguali,accettano supinamente questo status loro imposto per …legge e dimostrano tale loro “allegra consapevolezza” votando senza pudore chi ha deciso della loro disuguaglianza.
Oggi sono stati i sardi domani probabilmente saranno i siculi.
Cambiando i fattori il prodotto (ovicolo) non cambia.
La notizia avrebbe dovuto fare il giro del mondo e, in effetti, così è stato.
Solo che in Italia non ce ne siamo accorti, è iniziato San Remo e Uolter ha pensato bene di dimettersi.
Tanto è bastato per far scivolare verso il basso dalle pagine dei quotidiani la fiaba di Mills e dei 600.000 danari.
Uolter ha deciso coerentemente di dimettersi dopo l’ennesima mazzata, non credo sentiremo la mancanza di una opposizione …ai fiori di loto.
Lo avesse fatto però tra qualche giorno magari lo avremmo ringraziato…… pacatamente, serenamente, felicemente s’intende.


T.

PS Buonanotte,Italia.

Non è un paese per.. pessimisti.

11/03/09

La forza dei numeri e la loro impietosa freddezza
Nel nostro paese negli ultimi due mesi 370.000 lavoratori hanno perso il posto, solo a Catania sono 2200 i cassa integrati della St Microelectronics.
E’ la crisi globale, dicunt.
Se ne è accorto anche Berlusconi il quale ha detto che la crisi c’è, affrettandosi però, subito dopo, a precisare che non è tragica ed i media esagerano.
Solo qualche mese prima aveva dichiarato "Sono venuto a fare una ricognizione e vedo che i prezzi non sono cambiati rispetto a quanto ricordavo io". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sottolinea così, al termine di una breve passeggiata in una via commerciale del centro di Roma, che nonostante la crisi economica i prezzi, perlomeno, non sono aumentati. "C'è qualche prezzo un po' al ribasso finché funziona per il potere d'acquisto...
Non è dato sapere quali sono i prezzi non aumentati ma è lecito pensare che il “presidente massaia” si riferisse a quelli del paniere
Sulla tragicità della crisi però sembrano pensarla diversamente i senatori i quali, proprio perché hanno piena consapevolezza del difficile momento attraversato dal paese, con incredibile (per un paese civile) tempismo hanno pensato bene di ridurre del 20% i prezzi alla buvette del senato.
Se non fosse stato per quel rompiballe di Di Pietro avrebbero continuato a pagare un tramezzino 96 centesimi.
Pazienza, saranno costretti a stringere la cinghia anche loro.
Meno male che il paese può godere dell’incredibile verve del suo presidente del consiglio il quale ha deliziato la platea dell’assemblea dei gruppi parlamentari del PdL con barzellette ed imitazioni chiosando «Questa è la differenza tra noi e loro: noi siamo la gente della libertà, della verità, ma siamo anche la gente del sorriso e dell'ottimismo. Loro sono quelli della sfiducia dello scetticismo e del pessimismo ……”
Nessun dubbio sul carattere autoreferenziale del “ noi siamo la gente del…” parecchi (dubbi) invece sul “loro sono quelli… ” che sembrerebbe riferito più che all’opposizione agli italiani.
Già, l’opposizione.
Oggi quel piacione di Rutelli intervenendo nella sua veste di presidente del Copasir sull’archivio “dell’intercettatore pazzo” alias Gioacchino Genchi, consulente di diverse procure, ha dichiarato “Si tratta di una vicenda di enorme rilievo per le istituzioni democratiche». Lo ha detto in Senato Francesco Rutelli, presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza), in merito all'archivio sui tabulati di traffico telefonico di Gioacchino Genchi, consulente dell'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris nelle indagini Why Not e Poseidone. Rutelli ha affermato che «non è vero che i tabulati di traffico telefonico siano meno delicati e rilevanti delle intercettazioni telefoniche. Al contrario è estremamente penetrante la capacità di disporre dell'intero gruppo di tutti i contatti telefonici di una persona in un arco di 24 mesi e di combinare queste informazioni con la localizzazione nello stesso periodo di tempo». Secondo Rutelli «si tratta di un vero e proprio pedinamento elettronico sistematico».
Rutelli solitamente non dice mai nulla d'interessante ma ha la capacità di ...dirlo bene.
A Schifani non è sembrato vero ed infatti ha subito dichiarato che il governo ha già pronto un intervento normativo sull’art 270 del c.p.p.
Quando si dice il tempismo perfetto.
Non era invece una delle solite barzellette di Silvio la proposta di modificare i regolamenti parlamentari a suo dire “non adeguati alle necessità di un governo e di una maggioranza di avere tempi certi e brevi per i propri disegni di legge”.
Il piccolo duce nel sottolineare la sua idea di far votare solo i capigruppo ha ribadito “«Capisco i nostri deputati, che sono persone del fare e non funzionari di partito, che si sentono deprimere in Parlamento con votazioni continue”.
In effetti dev’essere deprimente (per lui) sopportare l’esistenza di un parlamento che legiferi.
Essendo uno e trino probabilmente considera l’esistenza di un simile luogo una inutile perdita di tempo, ed il tempo, si sa, è denaro.
Buonanotte italia


T.

Testamento biologico alla..diossina.

28/03/09

Diamo a Silvio ciò che è…degli italiani.
Bisogna essere onesti e riconoscere che l’esecutivo guidato dal presidente-che non dorme mai- lavora con straordinaria celerità.
Probabilmente se deputati e senatori accogliessero la proposta del premier di …scomparire, lasciandolo lavorare in pace i tempi sarebbero ancora più ridotti.
Di mattina si pone un problema per la nazione? La sera ecco arrivare puntuale sul tg di Emilio il provvedimento emanato dal premier nel pomeriggio.
Se la soluzione non dovesse andar bene, si potrebbe sempre eliminare con una semplice smentita che non ammette …smentita.
Il presidente ci sta lavorando assiduamente.
Qualche settimana fa auspicava il voto solo per i capigruppo e rapide modifiche ai regolamenti parlamentari che, a suo dire, rallenterebbero i lavori dell’esecutivo.
A dire il vero non si comprende come il governo possa essere “rallentato” visto che usa legiferare tramite decreto e dispone di una maggioranza bulgara imbarazzante, ma, evidentemente, l’idea di avere tra i piedi un organo inutile ed obsoleto come il parlamento, non sembra abbandonare il nostro “amato” premier, il quale, dopo aver doviziato l’ovitalico popolo con un’altra delle sue celebri interpretazioni vestendo i panni del …presidente ferroviere, è ritornato sull’argomento.
Lo ha fatto a Napoli in occasione dell’inaugurazione del termovalorizzatore (sic) di Acerra affermando “Adesso in Parlamento” i deputati “sono lì con due dita ad approvare tutto il giorno emendamenti di cui non sanno nulla”.
In molti avranno pensato che il premier per primo avesse inalato un po’ di diossina prodotta dall’inceneritore appena inaugurato, tra questi, probabilmente, anche Gianfrancuzzo Fini, il quale ha affidato il suo pensiero al seguente comunicato stampa “La democrazia parlamentare ha procedure e regole precise che devono essere rispettate da tutti in primis dal Capo del Governo. Si possono certo cambiare ma non irridere….. Perché dicendo che i parlamentari fanno numero si rischia di alimentare qualunquismo e sfiducia verso le istituzioni”.”.
Non avrà buon gusto nello scegliere le cravatte ma innegabilmente Gianfrancuzzo ha senso dell’umorismo.
Pronta ed originale la replica di Silvio “Cado dalle nuvole. Non riesco a capire in quale modo possano essere stati stravolti i miei ragionamenti sulla necessità, da tutti condivisa, di riformare i regolamenti parlamentari. Sanno tutti che la mia posizione non è mai cambiata. Gli emendamenti dovrebbero essere discussi e approvati in Commissione, mentre nell’Aula si dovrebbero effettuare la discussione e il voto finale su ogni legge, come accade in altri Paesi”.
Cadesse dalle scale farbbe un favore agli italiani.
Però,come però come dargli torto? Perché turbare il sonno degli italiani con inutili pensieri che non siano quelli della scelta del reality quotidiano?
Sarebbe molto più utile, infatti, per il delicato equilibrio psicofisico dell’italiano medio decidere tutto in Commissione con l’ulteriore vantaggio di non conoscere la paternità delle stronzate dei propri beniamini.
L’ultima in ordine di tempo porta il cognome del senatore Fosson dell’Udc il quale ha dato la sua indicativa paternità ad un emendamento approvato dall’aula che rende "non vincolanti" le dichiarazioni anticipate di trattamento e, di fatto, stravolge nella sua essenza il “testamento biologico”.
Vi risparmio le dichiarazioni di Gasparri, rischierebbero di provocarvi la consueta nausea e mi limito a riportarvi invece,scusandomi per l’inopportuno accostamento, quanto dichiarato da Umberto Veronesi il quale ha spiegato di ''non aver voluto assistere impotente alla celebrazione di una legge antidemocratica, antistorica e anticostituzionale, perche' calpesta il diritto di decidere della propria vita'' sancito dalla Costituzione …..Ci misuriamo con quella che Cavour 150 anni fa chiamava dittatura parlamentare''. Insomma il voto era totalmente ''blindato'', con una totale chiusura della maggioranza''.
Sono stati ridotti da 5 a 3 gli anni di validità delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) ed è stato confermato il divieto di sospendere l’alimentazione e l’idratazione artificiale non riconosciute come cure mediche (sic).
Le lancette della storia sono state riportate indietro, il 1976 e la California, sembrano appartenere lontani anni luce.
Ed intanto ad Acerra il presidente-inauguratore ha tagliato il nastro del grande termovalorizzatore in grado di risolvere da solo il problema spazzatura.
Qualcuno poi dovrebbe spiegarmi perchè solo in Italia gli inceneritori si chiamano termovalorizzatori.
Immagino che coloro che sono favorevoli alla costruzione di questi giocattoli non avrebbero alcuna difficoltà ad abitare nelle loro immediate vicinanze.
Immagino anche che costoro sappiano perfettamente che l’inceneritore non incenerisce una cippa se prima non si è proceduto a differenziare i rifiuti.
Il fatto poi che in Campania in concomitanza con l’inaugurazione dell’inceneritore la raccolta differenziata sia scesa dal 13 al 12,6 % credo sia di buon auspicio.
Per la serie il buon giorno si vede dal mattino.
Ma questo succede in campania.
In Sicilia, dove la raccolta differenziata funziona benissimo, saranno tutti entusiasti delle intenzioni del premier-inceneritore ''Dopo Acerra partiamo con Sicilia e Lazio perche' anche li' ci sono situazioni difficili''.
Buonanotte Italia


T.

Intercettazioni.

28/01/09

Pdl e Lega hanno finalmente raggiunto l’accordo sul delicato tema delle intercettazioni. http://www.corriere.it/politica/09_gennaio...44f02aabc.shtml
La nazione ha potuto tirare un sospiro di sollievo, gli italiani infatti a forza di sentirsi dire tutti i giorni che sono spiati hanno sviluppato la sindrome da grande fratello arrivando a farsi bonificare da ditte specializzate il frigorifero di casa.
Già immagino i fedeli di catanesi alla prese con la nuova litania: "siamo tutti spiati tutti, viva San Silvio"
Alla riunione non ha partecipato il premier che ha accusato un lieve raffreddore, c’era però il suo esperto consigliori avv. Sen Nicolò Ghedini. Quando si dice la casualità.
Inutile discutere sul ddl, sono tali e tanti gli emendamenti che rischieremmo di scrivere inesattezze.
Del resto in questi ultimi mesi sul tema si è detto tutto e il contrario di tutto.
Il premier poi ha dimostrato la consueta coerenza nel rimangiarsi il pomeriggio ciò che aveva dichiarato in mattinata.
Aspettiamo, sono sicuro che le sorprese non mancheranno.
E’ interessante invece fare alcune semplici riflessioni su come si è arrivati a questo accordo e su alcune strane coincidenze.
Probabilmente se non fosse per gli stupri di questi ultimi giorni il tema delle intercettazioni avrebbe aperto le prime pagine dei maggiori quotidiani.
Ma si è trattato di una breve parentesi, arrestati i quattro rumeni adesso si può riprendere con le intercettazioni spiegando agli italiani che la loro privacy finalmente è al sicuro.
Un po’ più difficile sarebbe stato spiegare loro che il reato di violenza sessuale non rientrava tra quelli intercettabili qualora non ricorresse l’aggravante.
Ma si è posto rimedio in tempo, a quanto pare le limitazioni riguarderanno la durata delle intercettazioni non i reati.
La straordinaria coincidenza temporale con cui è venuto fuori il caso dell’archivio Genchi ovviamente …è solo una coincidenza, oltre che una colossale bufala.
E chiama in causa ancora una volta la qualità dell’informazione nel nostro paese.
La prima pagina del Corriere della Sera del 24 gennaio u.s. riportava un articolo in cui il premier affermava “«Sta per uscire uno scandalo che sarà il più grande della storia della Repubblica. Un signore ha messo sotto controllo 350mila persone, dobbiamo essere decisi a non consentire questo sistema di indagine che non deve continuare”. http://www.corriere.it/politica/09_gennaio...44f02aabc.shtml
In un paese normale, un giornalista normale prima di pubblicare una idiozia simile su un giornale normale avrebbe dovuto come minimo informarsi sul meccanismo che presiede all’intercettazione dell’utenza di un cittadino.
Avrebbe così scoperto, il solerte giornalista, che il signore al quale si riferiva il premier non avrebbe potuto intercettare un bel nulla.
Per un motivo molto semplice.
Gioacchino Genchi è un vice questore della polizia in aspettativa, nonché consulente di diverse procure, vale a dire un privato cittadino il quale, avendo compreso in anticipo che il mestiere di consulente è molto più redditizio di quello del poliziotto ha deciso di mettere a frutto l’esperienza acquisita
In questa sua veste di consulente non avrebbe potuto intercettare un bel nulla per ragioni di ordine giuridico (le intercettazioni vengono effettuate dalla polizia giudiziaria, vale a dire dai reparti investigativi di carabinieri, polizia e guardia di finanza previa autorizzazione della magistratura) e tecnico, con l’uso di apparecchiature di cui il consulente non avrebbe potuto disporre.
E le 350.000 persone intercettate ? Una balla, appunto.
Non di intercettazioni si tratta ma dell’analisi del traffico di utenze telefoniche.
C’è una bella differenza: nel primo caso infatti si ascoltano le conversazioni delle persone intercettate, nel secondo si incrociano i dati relativi ai contatti telefonici.
Il magistrato chiede ed autorizza il consulente ad analizzare i contatti telefonici tra Tizio e Caio.
Se poi Caio chiama Sempronio e quest’ultimo è un politico ecco che la cosa inizia a complicarsi.
I politici italiani, è cosa notoria, sono particolarmente gelosi della loro privacy, specie quando intrattengono rapporti di varia natura con faccendieri navigati ed influenti.
Cosa che, a quanto pare, De Magistris non voleva capire.
Ed il fatto che Genchi fosse il consulente dell’epurato magistrato ? Una coincidenza, appunto.
Intanto però sulla prima pagina del Corriere si fa credere che una sola persona ha intercettato 350.000 italiani.
E l’opposizione vi starete chiedendo?
Il Pd, con Lanfranco Tenaglia ministro ombra della Giustizia, si dice d'accordo sulla necessità di un legge che tuteli la privacy e stabilisca limiti certi e precisi al segreto investigativo, ma - avverte - «non si prenda a pretesto la vicenda Genchi, pur grave, per una riforma che limiti uno strumento di indagine che è fondamentale per l'accertamento dei reati e per la sicurezza dei cittadini».
Cavolo, non fosse per l’opposizione – ombra, resterebbe solo Di Pietro a dire che si tratta dell’ennesima bufala.
A dire il vero verrebbe da chiedersi quale opposizione, perché le parole di Rutelli instillano il dubbio che esista “"Abbiamo visto cose molto, molto, molto rilevanti", ha detto stasera alla registrazione del programma Rai "Porta a Porta" Francesco Rutelli, presidente del Copasir, riferendosi soprattutto alle notizie di stampa secondo cui sarebbero stati intercettati anche agenti dei servizi.”

Per la serie… abbiamo visto cose che voi cittadini normali non potreste mai comprendere, fortuna che ci siamo noi “ Blade runner” a difendere la vostra privacy.
Noi ...dell’opposizione ombra, in un paese di ciechi è il massimo che si possa pretendere in questo periodo di saldi.
Buonanotte Italia.


T.

Napoli/Stoccolma.

09/02/09

Periferia di Napoli, scuola media.
Presadiretta, il programma in onda domenica su Rai 3, condotto da Riccardo Iacona, ci fa entrare in una scuola media di Napoli,ma potrebbe essere una scuola della nostra città.
Tasso di assenteismo altissimo tra gli studenti, insegnati precari con un turn over annuale altrettanto alto, ragazzi che a stento riescono ad esprimersi in lingua italiana, figuriamoci l’inglese….questa (lingua) sconosciuta.
Molto è lasciato all’iniziativa del preside costretto ad andare a casa degli studenti…svogliati, dei servizi sociali…solo il nome.
Le riprese si spostano a Stoccolma.
Scuola media di uno dei quartieri più poveri.
Vi insegnano i migliori professori di Svezia che arrivano a guadagnare fino a 3100 € al mese.
Le classi sono un coacervo di razze, su 360 alunni un solo bocciato.
Segue un servizio su un liceo ed una facoltà universitaria con relativa intervista a dei ricercatori italiani.
La Svezia ha deciso di investire in sviluppo e ricerca 500 mln di euro, meno male che siamo in un periodo di recessione.
Il perché lo spiega un esponente del governo di dx: non si accontentano di essere i numeri uno in Europa vogliono esserlo nel mondo.
Il paragone con il maestro unico, il grembiulino obbligatorio e i tagli del nostro paese è inevitabile.
Come inevitabile è la voglia di andar via.


T.

PS Buonanotte,Italia.

I giorni della vergogna.

10/02/09

Questi sono i giorni della vergogna di chi non ha vergogna.
Di chi non esita a sfruttare il dolore di una famiglia per fini beceri facilmente intuibili.
Il caso di Eluana Englaro com’era prevedibile è diventato un caso politico.
La politica, da sempre colpevolmente in ritardo su questo delicato tema, ha deciso improvvisamente di occuparsene, e lo ha fatto nel modo peggiore:strumentalizzando.
Utilizzando il dolore di un uomo, servendosene, giudicando, legiferando (sic),pontificando.
Beppino Englaro aveva chiesto rispetto e, soprattutto, aveva chiesto che sulla vicenda non si accendessero i riflettori dei media.
Matrix gli ha dedicato una puntata.
Il presidente del consiglio ha fatto di più: un decreto legge (stoppato) e un ddl.
Oggi in tv sfilano i soliti politicanti che si affannano a gridare che..no, Eluana non può, non deve morire.
Mi chiedo dove sono stati in questi 17 anni.
Nel 2004 Peppino scrisse alle più alte cariche istituzionali tra queste anche Berlusconi Silvio allora presidente del consiglio.
A rispondere furono solo Ciampi e qualche altro, Berlusconi allora tacque, oggi secondo una consolidata prassi …nega.
Il padre di Eluana dice di avere la ricevuta di ritorno della lettera inviata al premier, non credo abbia alcun motivo per mentire, lui.
Vergogna. E’ l’unico termine che mi viene in mente per descrivere quanto sta accadendo oggi.
Un conflitto istituzionale che non ha precedenti nella storia repubblicana, un attacco virulento contro la carta costituzionale definita d’ispirazione comunista da chi ha giurato sulla stessa.
Giuda era un pivello.
In sottofondo la tv riporta il lancio di un’agenzia che informa della morte di Eluana , già immagino i peana dei soliti politicanti, il giornalista parla di un momento di fortissima emozione da parte del presidente del senato. C’è da credergli, sono tutti commossi e tristi per la sorte di Eluana.
Almeno per oggi.
Potranno finalmente dire che loro ci hanno provato, hanno fatto di tutto per salvare Eluana, lo hanno fatto in questa settimana lasciando per anni in parlamento i DDL presentati in materia di testamento biologico.
Grideranno assassini, si ergeranno a difensori della vita.
Almeno per oggi.
Dov’erano questi signori quando Piergiorgio chiedeva di morire? Perché non hanno colmato quel vuoto legislativo che pesa come un macigno sulle loro coscienze?
Potranno fare l’ennesima passerella in tv, potranno calpestare per l’ennesima volta la dignità di un uomo, un padre che da 17 lunghi anni chiede di essere ascoltato.
Già un padre. Mi vengono i brividi solo a pensare che ci possa essere qualcuno che si possa arrogare il diritto di giudicare …un padre che da d i ci a s s e t t e anni lotta per sua figlia.
Sulla base di cosa? Delle foto che ritraggono Eluana 17 anni fa? Delle dissertazioni sulla vita? Di talune affermazioni che non riporto per pudore?
Mi auguro che almeno adesso quest’uomo possa avere il rispetto che merita.
Mi auguro che adesso che si sono spenti i riflettori Eluana possa davvero riposare in pace


T.

PS Buonanotte,Italia.

Dittatura?

18/01/09

Giorni fa mi chiedevo se nel 2009 ha senso parlare di dittatura in un paese democratico come l’Italia.
La domanda non era fine a se stessa, scaturiva da alcune banali considerazioni legate alla fiducia posta dal governo sul ddl anticrisi.
Questo governo ha numeri…bulgari, una maggioranza schiacciante che teoricamente lo pone al riparo da possibili sorprese e colpi di mano.
Nulla a che vedere con il precedente esecutivo costretto a scongelare i senatori a vita pur di sopravvivere.
Eppure, nonostante ciò, ha fatto un ricorso massiccio all’uso della fiducia con il risultato di esautorare, di fatto, il parlamento dallo svolgimento delle sue naturali prerogative costituzionali.
Nessuna remora, solo tanta faccia tosta anche nel motivarne l'(ab)uso, tanto che lo stesso Fini si è sentito in dovere di bacchettare il rappresentante del governo “In tanti anni ho avuto modo di ascoltare le molteplici ragioni per le quali il governo, avvalendosi di una sua esplicita prerogativa, ha deciso di porre la questione di fiducia - ha detto Fini - ma è la prima volta che ascolto porre la questione di fiducia da parte del rappresentante del governo in onore del lavoro della commissione». «È anche la prima volta che sento dire che viene posta la questione di fiducia in omaggio alla centralità del Parlamento». http://www.corriere.it/politica/09_gennaio...44f02aabc.shtml

Evidentemente Ilvio ha capito che può fare ciò che vuole, complice una opposizione inesistente, una informazione ridicola e un popolo prono.
La mente va alle adunate oceaniche di piazza Venezia, alle leggi razziali, all’ossessivo controllo dell’informazione, al culto della personalità ecc.
Non sono voli pindarici, per rendersi conto di quanto sia concreto il rischio di un’attualizzazione dei tratti caratteristici di un regime autoritario è sufficiente …accendere la tv e dare un’occhiata ai quotidiani.
La violenza è stata sostituita dalla bugia reiterata, sfacciata, al limite dello sberleffo.
La libertà è rimasta vittima dell’ignavia e dell’indifferenza di una nazione narcotizzata che si illude di essere libera.
Il potere, abbandonato il manganello e l’olio di ricino, utilizza il codice come una clava per ridurre a più miti consigli quei magistrati che osano contrastare il sistema affaristico clienterale.
Destra e sx unite nella comune missione di imporre il silenzio su degli scandali che avrebbero fatto ricordare tangentopoli come una fiaba per bambini.
Sulle prime pagine dei maggiori quotidiani campeggia l’improvvida dipartita dell’Annunziata dall’arena di Anno zero, della cacciata di Carlo Vulpio ovviamente nessuna traccia.
Non suscita l’interesse dei lettori, i telespettatori poi, sono alle prese con l’inizio del GF 9 non disturbiamoli. Un paio di tette, e qualche pruriginoso bacio sotto le coperte meritano la dovuta attenzione e la giusta concentrazione
Fortuna che certe cose non succedono nella tv di stato, sarà per questo che il presidente del consiglio non la considera degna di un paese civile http://www.corriere.it/politica/09_gennaio...44f02aabc.shtml
C’è sempre il salotto buono di Vespa, vera e propria oasi felice per i politici nostrani, ma è un po’ troppo poco per gli standards di un paese civile e ci tocca dare ragione a Silvio.
Il quale in queste ore è volato in Egitto per partecipare al vertice su Gaza.
I partecipanti stiano tranquilli anche se la vicenda palestinese non sarà risolta il buon umore è assicurato.
Il nostro presidente infatti non mancherà di deliziarli con una delle sue leggendarie barzellette, una delle ultime riguardava i prigionieri di un lager nazista http://www.corriere.it/politica/09_gennaio...44f02aabc.shtml , ma non è detto che dal repertorio non ne esca fuori qualcuna sui palestinesi.
Mi rendo conto di quanto sia fuori luogo la domada iniziale sulla ...dittatura, in realtà va tutto bene, tutto procede secondo i piani ed il fatto che vi sia una certa assonanza con quelli della..P2 è solo una coincidenza.


T.

PS Buonanotte,Italia.

L'importanza dell'idiota.

15/12/08

L’idiota serve o meglio può essere utile,d’altronde possono essere utili anche le zanzare.
Ma se l’idiota appartiene al genere umano la sua utilità ha, o può avere, un fine superiore all’utilità della zanzara.
Serve a far comprendere la differenza, ti aiuta a capire che l’uomo, con tutte le sue contraddizioni, è comunque una gran bella invenzione.
L’idiota non va però stimolato ma, al massimo, osservato nelle sue manifestazioni.
La stimolazione infatti produce “l’effetto mosca” mentre l’osservazione ti consente di riflettere sull’invenzione del genere homo e, soprattutto, coglierne le differenze.
L’idiota solitamente è prolisso nelle sue discussioni
Ma alla fine hai sempre la netta sensazione che non abbia detto nulla, è il primo importante indizio
L’idiota non ascolta…è impegnato a parlare, parlare, parlare, non ha tempo da dedicare all’interlocutore. E’ il secondo importante indizio della sua presenza.
L’idiota generalmente dimostra scarsa o inesistente sensibilità e se ne vanta. E’ il terzo indizio che stai …perdendo tempo.
Non è molto ciò che si può trarre da un idiota ma se si è d’accordo con De Andrè bisogna tuttavia riconoscere anche l’utilità dell’idiota


T.

La questione morale.

20/12/08

E’ scoppiata la…questione morale.
A pensar male si potrebbe obbiettare che gli unici a credere alla supremazia morale del Pd erano …quelli del Pd.
La realtà, amara, è che la vituperata e sfruttata (in questi giorni) questione morale riguarda la classe politica tutta.
Con qualche piccola ma significativa eccezione: l’Idv di Antonio Di Pietro, il quale, da ex magistrato e buon contadino prestato alla politica, ha pensato bene di risolvere la complicatissima questione da par suo: richiedendo il certificato penale a chi si candida nelle sue liste e sbattendo fuori dal partito gli indagati.
Roba dell’altro mondo, inconcepibile in un paese come il nostro abituato a far della ..chiacchiera arte sopraffina.
Di Pietro probabilmente paga lo scotto di esprimersi come…mangia e questo in un paese di esteti e cultori della lingua dei padri non si può tollerare.
Non importa se dice cose sacrosante che ogni italiano onesto vorrebbe sentire e, soprattutto, vorrebbe fossero messe in pratica, ciò che conta è l’uso corretto del congiuntivo.
La “congiuntivite” si sa è una brutta malattia.
Ma al buon Tonino va comunque riconosciuto il merito di aver disvelato che il nostro è il paese dei paradossi.
In Abruzzo il PD è crollato miseramente e gli strateghi hanno subito individuato la causa: l’alleanza con l’IDV.
Dei geni.
Si sono affannati a sottolineare come l’alleato abbia cannibalizzato il PD, facendo il solletico al PDL, non si sono chiesti, i geniacci, le ragioni per cui Tonino è passato dal 2 al 15 %.
Hanno dimenticato che l’unico a non andare in processione a rendere omaggio all’arrestato Del Turco, ex governatore della regione, fu proprio Di Pietro.
A ricordarselo, evidentemente, sono stati gli abruzzesi. Ma tantè.
L’altro giorno la camera dei deputati chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di arresto (ai domiciliari) per Salvatore Margiotta del PD, uno dei protagonisti dell’inchiesta potentina sulle supposte tangenti per la concessione delle estrazioni petrolifere, dopo avere sottolineato che “l'inchiesta della procura di Potenza non è affatto futile, ma è necessaria, ed è stata condotta - sono parole del relatore e della relazione approvata dalla Giunta - con una meritoria attività della magistratura e delle forze dell'ordine; questo è il dato di fatto” ha votato compatta negando l’autorizzatore. Su 454 votanti 430 hanno votato contro.
PDL e PD si sono trovati uniti nel contestare e fischiare l’IDV l’unica forza politica che ha avuto l’ardire di votare a favore della richiesta di arresto.
Tra i votanti lo stesso Margiotta chiamato ad esprimersi sulla richiesta di arresto che lo riguardava.
E’ il bello della democrazia si potrebbe pensare
La parola casta ha fatto andare su tutte le furie i nobili rappresentanti del popolo italiano, un po’ come dare del cornuto ad un ..cornuto.
Con buona pace dell’art.68 Cost. lo stesso “interpretato” ad hoc dal legale di Ilvio durante la puntata di Annozero per spiegare in maniera compita ed inappuntabile …la “porcata camerale”
Per fortuna che oggi Uolter ha detto che bisogna innovare altrimenti il PD rischia di sprofondare sottolineando che non accetta lezioni di moralità da Berlusconi.
Certo ci sarebbe da discutere su cosa intenda Uolter per “innovazione”e, soprattutto, verrebbe da chiedersi se Uolter conosce un certo “Girello” Crisafulli, senatore del PD, ed ex esponente del partito comunista.
Ma si sa, come sottolineato da Follini, il problema del PD è…Di Pietro.
Risolto tale problema probabilmente si potrà mettere mano alla riforma della giustizia, magari con una bella intesa bipartizan ovviamente nell’interesse degli italiani,
La vera grande riforma che tutto il paese attende.
Gli italiani infatti sono stufi di processi che durano decenni, di procure allo sbando e sott’organico, di gente che viene assolta per un ..difetto di notifica e poco importa se la riforma non risolverà questi problemi, ciò che importa è ….limitare le intercettazioni: l’unico vero strumento utile nella lotta contro il malaffare. Nell’interesse degli italiani…ovviamente
Ilvio che ha capito tutto li accontenterà.
Oggi sentivo un esponente della lega blaterare che i pm devono essere nominati dal popolo come accade in america.
Già l’america.
Lì un governatore beccato a vendere un seggio viene arrestato e vede polverizzata la sua carriera politica.
Qui una condanna per mafia ti apre le porte del senato.
Ma queste sono considerazioni alla Tonino che non hanno diritto di cittadinanza nel paese del paradosso.
Buonanotte Italia


T.